Deboli i titoli di San Paolo e Intesa a piazza Affari nel primo giorno di contrattazioni dopo che l’ok di sabato alla nascita della più grande banca italiana. L’istituto torinese perde in borsa circa l’1,87%, mentre i titoli della banca guidata da Bazoli sono in flessione dell’1,2%. Secondo l’analista di una primaria banca d’affari milanese si tratterebbe di normali prese di profitto dopo i forti guadagni della scorsa settimana. Un certo peso lo avrebbe soprattutto il rapporto di concambio fissato sabato in 3,115 azioni di Banca Intesa per ogni azione di San Paolo. Si tratterebbe di un dato sfavorevole a Torino e già ieri alcuni giornali parlavano di qualche malumore all’ombra della Mole.
Numerose incognite rimangono aperte in merito alla nascita del nuovo colosso del credito italiano. Eurizon asset assicurativo di San Paolo proseguirà nel processo di quotazione senza grossi scossoni, ma dalle prime valutazioni diffuse dopo le assemblee di sabato sembra che il nuovo gruppo avrà, nel settore della bancassicurazione, una quota di mercato pari al 30,4%. Non sarà un po’ troppo per l’Antitrust o per l’Isvap? Secondo alcuni operatori il rischio per l’immediato non dovrebbe esserci. Anche se in passato alcune operazioni simili sono state bloccate su quote inferiori tramite la cessione di alcuni asset, il fatto che il piano industriale dell’aspirante matricola Eurizon preveda un aumento di capitale fino ad un miliardo e mezzo e una crescita per linee esterne avrebbe convinto molti operatori dell’assenza di un pericolo immediato su questo fronte.
Maggiori perplessità su Sant’Intesa nascerebbero invece dal modello di governance duale presentato al mercato. Si tratta di un esperimento del tutto nuovo nel Belpaese che prevede la presenza di due consigli, il Cda presieduto da Enrico Salza e il Consiglio di Sorveglianza presieduto da Giovanni Bazoli, e suscita già parecchie perplessità. La sede legale del nascituro gigante bancario sarà a Torino, gli uffici operativi saranno però divisi tra Milano e Torino. Molti già si chiedono se questo Cerbero non rimarrà paralizzato, bisognerà però prima conoscere le deleghe operative dei due consigli.
Il nuovo colosso da 65 miliardi di euro di capitalizzazione avrà anche grossi problemi di personale, come da noi evidenziato subito, le valutazioni sui posti in esubero sono varie, tuttavia i posti a rischio sarebbero circa 15 mila. Una buona parte di essi deriva dagli sportelli in esubero, circa il 10 % del network delle due banche, che probabilmente andranno all’asta. Il cliente più interessato potrebbe venire da Bologna (ma anche a Siena sembra che ci stiano facendo un pensierino). Infatti Unipol Banca sta da tempo cercando di ingrandire la rete a sua disposizione.
Su San Paolo-Intesa peserà un miliardo e mezzo di spese previste per l’integrazione. Il comunicato diffuso dalle due banche sabato prevede però che nel 2009, quando il nuovo gruppo sarà entrato a regime, ci dovrebbero essere sinergie per circa 1,3 miliardi, utili per 7 miliardi (sempre nel 2009) e ricchi dividendi pari a circa il 60% dei profitti. Numeri da capogiro che affiancano gli altri dati del primo gruppo bancario italiano, mentre il prossimo appuntamento è per il 4 settembre con la pubblicazione dei dati della semestrale di Banca Intesa. Qualcosa di nuovo sicuramente verrà fuori.
rino
28 ago 2006 - 12:34 - #1Gli spagnoli hanno appena fatto sapere che il concambio non gli piace. E’ la prima volta che parlano. Dicono un no…
leggete il lancio: http://www.borsaitaliana.reuters.it/investing/FinanceArticle.aspx?type=businessNews&storyID=2006-08-28T101211Z_01_POL836728_RTRIDST_0_OITBS-SANPAOLO-INTESA-SANTANDER.XML
Secondo me qualche gran ne verrà
petrolio_investitori1
10 set 2006 - 13:21 - #2Rapporto gratuito sul petrolio italiano
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