Sembrava che si profilasse all’orizzonte caraibico della Florida un disastro delle dimensioni di Katrina e invece Ernesto si è rivelato inoffensivo. Il passaggio da Cuba pare aver raffreddato i suoi bollenti turbinii e le quotazioni del petrolio. Il mercato temeva danni maggiori alla produzione con un conseguente impatto sulle riserve del petrolio negli Usa. Gli effetti si sono subito sentiti a New York, dove il future è ripiombato intorno ai 70 dollari e mezzo al barile dando nuovo slancio alle compagnie che accusano pesantemente il caropetrolio. Prima fra tutte la Boeing che è schizzata sui listini, ma gli effetti, stavolta negativi, si sono sentiti anche sui vari titoli petroliferi quotati a Wall Street. A metà giornata l’indice energetico del Nyse rivelava già una flessione di quasi un punto percentuale. In giornata perdevano in particolare Exxon Mobil e Chevron. Il mercato è destinato ad essere caratterizzato da una forte volatilità secondo Peter Cardillo, analista di S.W. Bach & Co: “Siamo in attesa di molte notizie questa settimana che condizioneranno pesantemente l’andamento del petrolio”.
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22 gen 2008 - 14:21 - #1Fleurs en Plein Ecran crackFleurs en Plein Ecran crack