
Alitalia a picco dopo la doccia gelata rovesciata sulla società dalle dichiarazioni di Air France Klm.
Secondo i francesi parlare di fusione è ancora prematuro: “Ci sono una serie di condizioni preliminari che non sono state ancora totalmente raggiunte”, ha affermato il chief operating officer del vettore francese, Pierre-Henri Gourgeon, che ha aggiunto: “Stiamo attendendo il risanamento economico di Alitalia”. Il titolo, che fino a quel momento aveva goduto di sostanziosi guadagni, spiccando in un fiacco S&P/Mib, è crollato di colpo e alle 16 e trenta perdeva intorno all’1,42%. Le attese positive erano collegate all’incontro previsto per domani tra Prodi e De Villepin, che potrebbero avere sul tavolo anche il dossier Alitalia - Air France Klm.
Ieri la compagnia di bandiera ha fatto sapere di essere al lavoro su “nuove misure per l’implementazione del piano industriale”, senza specificare altro. Però Mf di stamattina avanza una serie di ipotesi: la controllata Az Servizi si alleggerirebbe di una serie di strutture e si trasformerebbe in una società di coordinamento, cedendo i servizi informatici a Eds, la gestione del personale ad Accenture e i call center ad Almaviva. E, sempre secondo Mf, il ministero dell’economia vorrebbe affiancare un ex dirigente di Alitalia oggi nel Coni, Ernesto Albanese, a Cimoli, in qualità di direttore generale, primo passo verso un rinnovamento del vertice della compagnia.
La giornata era partita all’insegna dell’euforia, dopo che erano stati resi noti i risultati trimestrali (il primo trimestre fiscale, da aprile a giugno) di Air France Klm, particolarmente positivi: 244 milioni l’utile netto, +118% rispetto allo stesso periodo del 2005. Risultati oltre le aspettative degli stessi analisti che si attendevano 220 milioni, legati alla crescente domanda di voli per l’Asia e al rincaro dei biglietti dovuto al caro petrolio. Questo ha naturalmente corretto al rialzo anche le aspettative per l’anno in corso.
Così Alitalia dovrà fare i conti con questo nuovo rinvio. Intanto Air France ha per l’ennesima volta smentito la tesi secondo cui il consenso sull’operazione di fusione potrebbe giungere in cambio della rinuncia di Enel a Suez. Ma sarà proprio vero?
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