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Snam-Terna, Scaroni dice si. Ma sarà un bene?

Pubblicato: 04 set 2006 da Popi

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Nicchia, ma concede. L’ad di Eni Scaroni a Cernobbio ha detto che si, forse non sarebbe una brutta idea la fusione tra Snam rete gas e Terna. Ma Snam dovrebbe rimanere sotto il controllo di Eni. Il che, in sostanza sarebbe un bel colpo per la società nazionale del gas, che si porterebbe in casa un bel boccone. Ma forse la concorrenza non ne gioverebbe e sarebbero i consumatori a farne le spese. Insomma, messa così il risultato netto sarebbe la rinuncia all’indipendenza anche da parte di Terna, che passerebbe ad Eni.

E infatti il mercato non ha mostrato di apprezzare molto questa “apertura” di Scaroni: Snam oggi perde intorno alle due un decimo di punto percentuale, mentre Terna porta a casa tre decimi.
L’Autorità per l’energia elettrica e il gas si è già espressa più volte per un’indipendenza fattiva delle società di rete rispetto alle società di distribuzione e produzione. Le tariffe ridotte, decise dall’Autorità per spingere nuovi competitors a entrare sul mercato dell’energia, non hanno funzionato molto finora proprio per questo soffocante abbraccio delle società madri. Attualmente, lamenta l’Autorità, Eni controlla praticamente tutto il mercato del gas italiano: ha le reti, le strutture di stoccaggio e l’unico rigassificatore.

Ma il problema non si esaurisce nella cessione della società di rete. Anche eliminato il controllo diretto, rimane il fatto che lo stato è il principale azionista, punto di riferimento di controllo e gestione. Per cui l’indipendenza rimane in larga misura sulla carta. E a proposito di questo l’Autorità prescrive, infatti, che il governo scelga se tenere Enel o Terna. Avrebbe senso ricominciare da capo e mettere Terna nelle mani di Eni?

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