Brutta performance di Adr. La società che gestisce gli aeroporti romani, controllata da Gemina, ha pubblicato dei brutti dati con utili più che dimezzati: da 8,2 milioni a 4 milioni di euro. Principale causa, i rinvii sull’approvazione del sistema tariffario e gli oneri finanziari. Ricavi praticamente invariati a quota 276,5 milioni di euro e il Mol in lievissima crescita a 121 milioni di euro, l’azienda ha visto il reddito operativo perdere il 3,2% portandosi a 65,4 milioni di euro.
A questa situazione ha contribuito anche lo sforzo finanziario necessario per ridurre il debito: gli oneri finanziari si sono, infatti, ridotti del 7,7% grazie anche a un rimborso anticipato da 127,5 milioni di euro. La società prevede inoltre un sostanziale miglioramento del suo conto economico grazie alla dismissione delle attività handling agli spagnoli della FCC.
Intanto, a monte della catena, sembra che Gemina possa presto vendere quell’uno per cento delle azioni Rcs che ha in portafoglio. Come dire: la cassa chiama e Romiti razionalizza. Il patto di sindacato della Gemina che controlla Leonardo, la holding col 51,08% di Adr, comprende già Mediobanca, Fondiaria Sai, Generali, Capitalia, Sinpar Holding e Fassina, una nutrita schiera d’interessi insomma.
Nel patto figura soprattutto Investimenti Infrastrutture Spa (20,25% di Gemina) che è divisa fra Romiti, il fondo Clessidra e la Edizione Holding dei Benetton entrati per respingere gli attacchi di Save. Il gestore dell’aeroporto di Venezia ha, infatti, il 10,4% di Gemina, ma è fuori dal patto. Visti gli altri interessi crescenti di Benetton nel settore aeroportuale, forse Romiti farebbe bene a guardarsi, oltre che dai nemici, anche dagli amici.