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L'Ops di Sequana e le scelte degli Agnelli

Pubblicato: 07 set 2006 da Ferry Boat

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La parola d’ordine è concentrazione sul core business. Sequana Capital ha deciso di concentrarsi sul settore carta e per questo motivo ha lanciato una Ops su Sgs che le permetterà di incamerare azioni proprie e di distribuire al mercato i titoli della Société Générale de Surveillance. Sgs è attualmente il leader globale delle ispezioni e delle certificazioni in cui lo stesso Sergio Marchionne si è fatto le ossa, ma non presenta per Torino una prospettiva allettante come quella di rinforzare il business intorno agli altri asset di Sequana.

Se si considera, infatti, che l’area della carta intorno ad Arjo Wiggins ed Antalis ha generato tra il giugno 2005 e il giugno 2006 un cash flow superiore a 120 milioni di euro (ed era un momento difficile per il settore), si capisce perché gli Agnelli abbiano deciso di razionalizzare le attività della loro holding Ifil padrona del 53% del capitale di Sequana.

Da Parigi è infatti partita l’offerta della stessa Sequana ai propri azionisti. Due le opzioni previste dall’Ops. La prima prevede un concambio di un’azione Sgs ogni 31 azioni Sequana, praticamente chi ha in portafoglio azioni del gruppo francese potrà cambiarle con azioni Sgs secondo questo rapporto. L’alternativa è l’offerta cash che valuta il titolo Sequana 21 euro esatti esatti (la media degli ultimi tre mesi è di 18,8 euro per azione). Una valutazione in linea con i prezzi degli ultimi mesi, ma inferiore agli attuali corsi che risentono delle speculazioni delle ultime settimane che hanno portato Sequana a ben 22,46 euro per azione. Le cose però con l’annuncio di ieri sono già in via di repentino cambiamento e il titolo Sequana perde in queste ore il 4,21% e viaggia intorno ai 21,5 euro. Anche la svizzera Sgs sembra non aver guadagnato dall’operazione e perde a Zurigo il 3,88%. Insomma la situazione è perlomeno fluida e gli azionisti faranno bene a studiarla con attenzione. Le perdite non si fermano neanche a piazza Affari d’altronde e, dopo i guadagni di ieri, Ifil perde più del 2,8% e Ifi Priv quasi il 2,3. Mostrate le carte era inevitabile qualche ritracciamento.

Ma cosa significa per gli Agnelli quest’operazione? Se la Sequana spenderà circa 1,3 miliardi per quello che risulta in pratica essere un buy back, la torinese Ifil dovrebbe raggiungere una partecipazione diretta in Sgs intorno al 12%. L’OPS inizierà il prossimo novembre e finirà per la metà di dicembre 2006.
A ottobre un prospetto informativo dovrebbe riportare i dettagli dell’operazione, prevista anche un’assemblea straordinaria per studiare i particolari. IFIL ha deciso di rivolgersi a Banca Leonardo, mentre Sequana Capital si è avvalsa di BNP Paribas e Mediobanca.

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