
“Quando le persone pensano delle cose senza elementi concreti, le cose non si realizzano”, Capitalia frena sulle ipotesi di nuove fusioni o acquisizioni che la mettono in relazione a Bpi o Bper. Intesa-San Paolo è stata un’operazione “seria, studiata” anche perché non è stata rivelata fino a quando non è stato tutto pronto.
Ottimi i risultati dell’istituto capitolino guidato da Cesare Geronzi, già circolati ieri e presentati questa mattina all’assemblea degli azionisti: la banca chiude il primo semestre 2006 con 563 milioni di euro di utile netto, in crescita del 27%. I ricavi totali raggiungono il massimo storico: 2.697 milioni (+7%).
A Piazza Affari il titolo apre a +1,67% e si stabilizza su un guadagno dell’1% intorno alle dieci e trenta. Ma le novità di ieri non si fermano alla semestrale. Capitalia ha perfezionato con Fondiaria Sai un accordo “per lo sviluppo in esclusiva” dell’attività di bancassurance nei rami danni elementari. Secondo questi accordi Fondiaria ha acquistato da Capitalia una quota del 51% di Fineco Assicurazioni, per un valore di 56 milioni di euro.
Intanto interviene anche il cambio di vertice nella società: ieri il cda ha scelto Ernesto Monti, in sostituzione di Giampaolo Angelucci (che stava nel cda in rappresentanza di Tosinvest, che controlla il 2,11 per cento della società). Monti, presidente già presidente anche del Gruppo Astaldi e del gruppo Tosinvest e consigliere di amministrazione di Enertad, siede anche nel cda di Finmeccanica.
I risultati positivi spingono la banca ad alzare i propri target per il 2007: l’utile per azione (eps) da 0,51 a 0,55 e il rendimento dei mezzi propri (Roe) dal 16% al 18%.
Risultati positivi, sottolinea la banca, grazie al successo del progetto Delta2, che ha visto nelle filiali operative un’accelerazione della crescita in termini di acquisizione di nuovi clienti, di indicatori commerciali e di ricavi per filiale. Minore il costo della raccolta, che ha beneficiato della politica di collocamento di obbligazioni proprie e del miglioramento del rating assegnato da Fitch, mentre lo scenario macroeconomico più favorevole e il minor costo del credito.