Logo Blogo

Aem, il procedimento Ue sulla governance a rischio il 10% del capitale sociale

Pubblicato: 08 set 2006 da Ferry Boat

Commenti dei lettori

zuccoli aem atel amga iride asm acsm edf edison bond deutsche bank ue

Aem rischia di risarcire i bond emessi per un valore pari al 10% del proprio capitale. È quello che emerge da una nostra indagine. La collocazione di queste obbligazioni, che alle quotazioni attuali sfiorano la cifra di 380 milioni, avrebbe dovuto essere subordinata alla variazione dello statuto della società, che sarebbe incompatibile con alcune norme europee che vieta l’uso di strumenti affini alla golden share. La vicenda è finita davanti alla Corte europea di giustizia, che con ogni probabilità non si pronuncerà fino a dicembre.

La relazione dell’avvocato generale Miguel Poiares Maduro è una mina destinata a rimanere inesplosa fino alla pronuncia dei giudici europei attesa proprio per la fine del 2006. A rischio c’è il contestato statuto della municipalizzata di Milano che permetterebbe al maggiore azionista, il Comune, di avere la maggioranza assoluta del consiglio di amministrazione nonostante in portafoglio ci sia solo il 33,4% delle azioni. Nei fatti le norme per l’elezione del cda hanno infatti finora permesso al Municipio meneghino di ottenere la maggioranza dei seggi nel cda e quindi il controllo della gestione di Aem. Cosa contestata dalla federconsumatori e dalla Adiconsum rappresentate dallo studio legale Angiolini.

Il problema è che questa vicenda rischia anche di coinvolgere quel rimanente 10% del capitale sociale della società che è stato ricollocato tramite bond convertibili dalla Deutsche Bank con una vendita che ora potrebbe essere contestata. La vendita, infatti, di questo pacchetto azionario, che alle quotazioni degli ultimi giorni vale quasi 380 milioni, doveva essere subordinata alla preventiva modifica dello statuto. Poiché lo statuto di Aem non solo non è stato modificato ma potrebbe anche entrare in conflitto con l’art. 56 della Comunità Europea, si capisce che il problema si allarga dalla governance di Aem agli attuali possessori di quel 10% impegnato dal Comune. Se, infatti, la vendita fosse dichiarata nulla si rischierebbe anche un’azione risarcitoria da parte dei detentori dei bond.


Per avere una risposta al quesito bisognerà attendere in ogni modo la sentenza della Corte e vedere anche se lo statuto della società non viene nel frattempo modificato, evento forse probabile visti i progetti di fusione a breve del gruppo con altre realtà affini fra Torino e Como, la Grande Multiutility del Nord sognata dal presidente di Aem Giuliano Zuccoli.

Intanto la società incassa i complimenti all’ultimo bilancio di Metroweb la rete in fibra ottica di Milano che recentemente promessa tramite un accordo di vendita al fondo Stirling Square: l’utile e il margine operativo lordo della società sarebbero in netta crescita, il debito da 200 milioni in via di riassorbimento. Ieri il cda di Metroweb ha approvato il bilancio, ma i risultati dovrebbero essere pubblicati dalla prossima settimana. La vendita molto contestata di questo asset rischia anche di riaccendere qualche focolaio di protesta da parte dell’opposizione in Comune; un articolo pubblicato ieri sul Wall Street Journal sottolinea infatti la lungimiranza dell’investimento realizzato da Fastweb sulla fibra ottica. Non c’è molto da dire viste le troppo castagne sul fuoco, Aem rischia davvero un inverno elettrico.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
1 commento

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi