
Sul fronte del petrolio oggi giungono due notizie positive: l’Opec, riunito a Vienna, ha deciso di mantenere invariata la produzione a 28 milioni di barili al giorno e l’Iran si è impegnata a “continuare a rifornire di energia i mercati attualmente serviti”.
Per il sesto giorno consecutivo il prezzo del petrolio continua a calare: il Brent si colloca a metà tra i 64 e i 65 dollari, toccando il livello minimo degli ultimi cinque mesi, mentre il Light crude viaggia poco sopra i 65 dollari.
Per affrontare la questione il cartello dei paesi produttori si è dato appuntamento nella capitale austriaca. “Il meeting odierno è stato una buona occasione per parlare di un taglio della produzione, dato il calo dei prezzi e la buona offerta presente sul mercato” secondo il presidente dell’Opec Edmund Daukoru. Taglio che per ora non è stato approvato. In ogni caso “sicuramente – sottolinea – non aumenteremo la produzione di petrolio. Nessuno ci sta chiedendo di farlo”.
L’Iran, con poco più di quattro milioni di barili al giorno, è il quarto produttore di petrolio al mondo e il secondo nell’Opec, dopo l’Arabia Saudita. Il centro studi di Confindustria, peraltro, ha presentato proprio oggi un report sull’ultimo biennio economico italiano. Nello studio, a riguardo del petrolio, lo studio stima per il 2006 un prezzo di poco superiore ai 69 dollari al barile e inferiore ai 67 per il 2007. Un po’ di aria sembra in arrivo per l’asfittico mercato dei combustibili.
finanzablog
15 set 2006 - 15:35 - #1[…] […]