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Petrolio, si torna a respirare: sotto i 65 dollari

Pubblicato: 11 set 2006 da Popi

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Sul fronte del petrolio oggi giungono due notizie positive: l’Opec, riunito a Vienna, ha deciso di mantenere invariata la produzione a 28 milioni di barili al giorno e l’Iran si è impegnata a “continuare a rifornire di energia i mercati attualmente serviti”.

Per il sesto giorno consecutivo il prezzo del petrolio continua a calare: il Brent si colloca a metà tra i 64 e i 65 dollari, toccando il livello minimo degli ultimi cinque mesi, mentre il Light crude viaggia poco sopra i 65 dollari.

Per affrontare la questione il cartello dei paesi produttori si è dato appuntamento nella capitale austriaca. “Il meeting odierno è stato una buona occasione per parlare di un taglio della produzione, dato il calo dei prezzi e la buona offerta presente sul mercato” secondo il presidente dell’Opec Edmund Daukoru. Taglio che per ora non è stato approvato. In ogni caso “sicuramente – sottolinea – non aumenteremo la produzione di petrolio. Nessuno ci sta chiedendo di farlo”.


“L’Iran – ha detto il responsabile degli affari internazionali della compagnia petrolifera nazionale Hojatollah Ghanimifard – non vuole che a soffrire siano i cittadini comuni dei paesi consumatori che usano i derivati del greggio per il riscaldamento e il trasporto, e che si troverebbero sotto pressione nel caso di un embargo. Ma ovviamente – ha aggiunto – se a volere questo sono paesi consumatori di petrolio, sono loro da considerare responsabili”. Il riferimento è alle possibili sanzioni internazionali al settore petrolifero iraniano, un’eventualità tuttavia esclusa dalla stessa Condoleezza Rice, e quindi abbastanza improbabile. Posizioni espresse all’indomani dell’incontro tra il capo della politica estera comune dell’Ue Javier Solana e il negoziatore iraniano sul nucleare Ali Larijani e quindi tanto più rassicuranti.

L’Iran, con poco più di quattro milioni di barili al giorno, è il quarto produttore di petrolio al mondo e il secondo nell’Opec, dopo l’Arabia Saudita. Il centro studi di Confindustria, peraltro, ha presentato proprio oggi un report sull’ultimo biennio economico italiano. Nello studio, a riguardo del petrolio, lo studio stima per il 2006 un prezzo di poco superiore ai 69 dollari al barile e inferiore ai 67 per il 2007. Un po’ di aria sembra in arrivo per l’asfittico mercato dei combustibili.

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