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Bilancio Mediobanca, utile netto +36%

Pubblicato: 15 set 2006 da Popi

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Utile netto in crescita del 36% a quota 858,4 milioni di euro. Mediobanca ha pubblicato il bilancio dell’esercizio 2005/2006: un risultato positivo dovuto in gran parte agli esiti della gestione ordinaria (+40%, da 799,6 a 1,118 miliardi di euro) e alla cessione di titoli per 87,8 milioni (che ha generato utili per 40,7 milioni).

Il cda proporrà all’assemblea di fine ottobre l’erogazione di un dividendo di 0,58 euro, con un aumento del 21% rispetto a quello dello scorso anno (di 0,48 euro). Il cedolino sarà pagato il 23 novembre.

Consistente la crescita dei ricavi (+31%, da 1,156 a 1,511 miliardi di euro), mentre l’aumento della raccolta (da 24,5 a 29,1 miliardi) e la riduzione del portafoglio titoli disponibili per la vendita (da 7 a 5,5 miliardi) hanno determinato un’espansione degli impieghi di tesoreria (da 3,4 a 6,3 mld).


Il patrimonio netto viaggia intorno a quota 5,886 miliardi di euro (dai 5,44 dell’esercizio precedente), mentre il Roe sale dall’11,6% al 15,2%.

L’istituto fa sapere nella nota che la crescita dell’utile netto è largamente superiore agli aumenti previsti per dal piano triennale 2006/2008 (rispettivamente 13%, 15% e 10%).

Il titolo, però, non capitalizza a piazza affari questi buoni risultati: alle tre e mezza guadagna un misero 0,44%, a fronte di un S&P/Mib sostanzialmente fermo. D’altra parte secondo fonti finanziarie la quotazione già scontava l’attesa di questi buoni risultati. Gli analisti prevedevano una cedola di 0,56 euro. Ma i due centesimi in più (in ogni caso ancora da approvare) pare non hanno emozionato il mercato.

Importanti novità sono venute anche dalla cooptazione di Dieter Rampl, presidente di Unicredit secondo azionista di piazzetta Cuccia, nel cda e dalle bellicose dichiarazioni di Vincent Bolloré, consigliere e azionista di Mediobanca in merito ai rapporti Generali-Santa Intesa. Il Leone di Trieste è, infatti, chiaramente intenzionato a difendere il suo ruolo nel settore della bancassurance e in questo Mediobanca, che ne è il maggiore azionista, ha intenzione di spalleggiare con tutte le armi a sua disposizione la grinta di Bernheim.

All’uscita dall’incontro il management è stato avido di dettagli sulle future intenzioni della banca d’affari milanese e ha rifiutato di fare dichiarazioni in merito al caso Ferrari (che Fiat è intenzionata a ricomprare), ma ha dichiarato di volere accrescere la propria presenza internazionale. Lanciato anche un bond da 1,2 miliardi.

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