Da un lato c’è chi accusa il centrosinistra, con poche distinzioni fra Margherita, prodiani e Ds, di “dirigismo e statalismo” come ha fatto l’ex premier Silvio Berlusconi o anche Gianfranco Fini che ha chiesto la nomina di una commissione parlamentare sul caso. Il centrodestra punta l’indice contro lo studio informale in cui Carlo Rovati, consigliere economico politico di Prodi, suggeriva un piano preciso a Tronchetti Provera circa la cessione della rete fissa alla Cassa Depositi e Prestiti.
Le dimissioni di Rovati non gettano affatto luce sull’operato di un Esecutivo che molti quotidiani stranieri oggi mettono alla gogna. Già il dossier e i successivi comunicati del Governo avevano suscitato molte critiche: erano infatti emersi i dettagli di diverse trattative con altri gruppi stranieri, si era parlato di market abuse e di inaffidabilità di un Governo che rivelava le trattative confidenziali dell’alta finanza. Il fantasma dell’Iri si aggirava tra le stanze di Palazzo Chigi.
Sulle dimissioni di Tronchetti Provera il Wall Street Journal, già critico nei giorni passati, è andato giù duro: “È difficile qualche volta credere che l’Italia sia un membro del G7. L’ultimo twist nell’affaire Telecom Italia rinforzerà questa impressione. Le dimissioni di Marco Tronchetti Provera seguite al coro di critiche del Governo Prodi sulla sua strategia di quasi dismissione fanno sempre di più assomigliare l’Italia a una Repubblica delle banane”. La stoccata è secca e precisa: proprio quell’epiteto era il cavallo di battaglia dell’attuale governo contro l’esecutivo targato Forza Italia.
Non meno duro oggi è stato Pierre de Gasquet, che sulle colonne de Les Echos ha firmato un articolo dal titolo “Telecom Italia e il flop della rivoluzione del capitalismo italiano”, dove accusa, nel cambiamento di strategia di Tronchetti Provera, il fallimento del capitalismo senza capitali tipico del Belpaese. Un’accusa non da poco, se si considera che già negli anni ’90 le privatizzazioni targate Prodi-Ciampi-Draghi volevano allontanarsi dal modello statalista per modernizzare il paese e hanno spesso invece portato alle scalate a debito di Gnutti, Colaninno e compagni da cui in parte deriva la situazione odierna.
A vederlo da vicino il tango delle telecomunicazioni appare però ancora più ambiguo. Per illustrare un’altra ipotesi ci si potrebbe servire di una metafora presa dal mondo degli scacchi. Tronchetti Provera avrebbe infatti potuto assegnare al professor Guido Rossi il ruolo del cavallo nella sua scacchiera. Rossi non sembra avere ereditato le deleghe operative dal suo predecessore, il potere sembra essere passato a Carlo Buora, da sempre braccio destro di Marco Tronchetti Provera. Il cambio al vertice di Telecom potrebbe essere solo del fumo negli occhi del centrosinistra.
Il closing dell’acquisto di Aol Germania per 675 milioni e le trattative sempre più accese per la cessione di Telecom Brazil andrebbero in questa direzione e confermerebbero la continuazione dei progetti del vecchio management.
Qualcuno ha anche fatto notare che Rossi rimane molto vicino a D’Alema e che, dopo il battesimo della Santa Intesa tenuto da Prodi in tandem con Bazoli, i Ds sono sulla difensiva in campo economico e finanziario. La new entry potrebbe quindi essere una rivincita della Quercia. Per questo Tronchetti Provera potrebbe avere attribuito a Rossi il ruolo che negli scacchi ha il cavallo: aggirare le file nemiche per piantarsi nel centro del campo avversario gettando scompiglio fra i pezzi forti. Guido Rossi sarebbe l’uomo di sinistra adatto a confondere i suoi avversari. Il pezzo del cavallo nella complicata partita col Governo.
golia
18 set 2006 - 11:53 - #1questo è il risultato delle privatizzazioni bislacche di dalema che avevavo regalato la telecom a Gnutti e furbetti vai, intimi di Bersani.
dopo le finte liberalizzazioni di bersani ora si ritorna allo statalismo più bieco.
per fortuna già da qualche giorno si è iniziato a parlare del dopo prodi, che sembra sempre più vicino!!!!
cesant
18 set 2006 - 12:11 - #2DIMISSIONI!
l’unica strada
eusebio
18 set 2006 - 12:18 - #3ecco cosa ne pensa la rosa nel pugno:
http://www.radicali.it/view.php?id=70069
ipsilon
18 set 2006 - 12:30 - #4in realtà che il governo voglia controllare la rete fisica dei cavi è persino giusto, visto che si tratta sostanzialmente di un monopolio naturale. e poi gli operatori ci si dovrebbero allacciare pagando una tariffa. quello che ha sbagliato il governo è stato il modo. questa cosa andava detta chiara fin dall’inizio. questo modo sotterraneo di non denunciare le proprie decisioni, ma fare in modo che sia telecom a fare “volontariamente” quello che si aspetta il governo, questo è abbastanza mafioso.
cesant
18 set 2006 - 12:56 - #5il fatto che la rete sia controllata sarà naturale se non ci sono alternative.. l’alternativa sarebbero i fondi pensioni, il problema è che non ci sono in Italia!
cesant
18 set 2006 - 13:53 - #6non so quanto sia attendibile, ma andate su www.dagospia.com.. sembra che in questi mesi abbia sempre fatto centro sul marito di Afef e la sua società.
eusebio
18 set 2006 - 14:26 - #7l’unica cosa cross border è adesso il governo!!
silvio
18 set 2006 - 14:59 - #8la mortadella è ormai rancida, prego cambiare…
Pippo
18 set 2006 - 16:44 - #9Ma si diamola in mano a Berlusconi, tanto lui è abituato ai conflitti d’interesse.
Ecco un articolo interessante sulla gestione Tremonti:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2006/09_Settembre/18/giavazzi.shtml
jupiter
18 set 2006 - 17:26 - #10grazie alla brillante operazione di rovati, berluskaier torna in campo!!
maria
18 set 2006 - 18:00 - #11Telecom, pm romani aprono fascicolo
ROMA - L’ipotesi era già circolata, ma adesso la notizia vera e propria trapela da Palazzo di giustizia: i pm della capitale hanno aperto un fascicolo sulla vicenda politico-economica più “calda” del momento, quella sul riassetto
Telecom, e in particolare sullo scorporo di Tim. Per il momento, non ci sono indagati nè ipotesi di reato: in pratica, l’iniziativa è finalizzata a chiedere informazioni alla Consob sul caso. Così il fascicolo, intitolato “atti relativi a…”, per ora raccoglie le notizie di stampa apparse in questi giorni. I magistrati, però, potrebbero prendere in considerazione l’ipotesi di reato di ostacolo all’attività di un’autorità di vigilanza.
(18 settembre 2006)