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Telecom, ce n'è per tutti

Pubblicato: 22 set 2006 da Ferry Boat

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Brutti giorni per Prodi sul caso Telecom. L’ultimo a condannare le sue ambiguità è stato Luca Cordero Di Montezemolo. Il presidente di Confindustria ha avuto parole dure per palazzo Chigi e ha parlato di “una invadenza del pubblico in economia, che speravamo di esserci lasciati alle spalle e che è certamente desolante”. Le parole del numero uno di viale dell’Astronomia vengono subito dopo il cedimento del premier sulla relazione da tenere al Senato sul caso. Sembra che il presidente di palazzo Madama Franco Marini gli abbia consigliato di venire a riferire in aula, visto il delicato equilibrio fra le forze in questo ramo del Parlamento. Visti i malumori presenti anche nel centrosinistra per le scelte un po’ autarchiche di Prodi in campo finanziario, quello di Marini potrebbe essere stato un consiglio saggio. Resta da vedere se quella seduta non si trasformerà in un tiro al bersaglio.

Intanto dall’altro lato della cortina Silvio Berlusconi si è lavato le mani sul caso. A chi gli chiedeva sulle ipotesi Telecom-Mediaset ha risposto: “Bell’affare, con 40 miliardi di debiti… Uno passa tutta la vita a lavorare per evitare di avere debiti, e poi compra un’azienda che ne ha 40 miliardi?”. Cade così nel vuoto l’invito del quotidiano Europa (Margherita) che aveva suggerito all’ex-premier di lasciare la politica per prendere in mano il timone delle tlc italiane. Le parole del Cavaliere di Arcore fanno eco a quelle del presidente di Mediaset Fedele Confalonieri che aveva escluso ieri ogni interesse del management su Telecom.

In queste ore intanto il neopresidente di Telecom Guido Rossi ha un bel da fare. L’inchiesta sulle intercettazioni e su quella rete parallela sospesa fra spionaggio e ricatto rischia di nuocere alla società in una fase delicatissima della sua storia. Oggi c’è stata pure un’operazione della Guardia di Finanza negli uffici milanesi della società. Intanto i mercati sembrano incerti sulle valutazioni del caso e le vendite colpiscono tutta la galassia Pirelli, nonostante Rossi si affanni a cercare di mandare segnali rassicuranti.

L’ultimo di questi segnali è stato quello di cercare una collaborazione stretta con l’Autorità delle Comunicazioni di Corrado Calabrò sul riassetto della società. Proprio l’Agcom aveva infatti qualche mese fa bocciato Unico, il progetto di Telecom per fare convergere il telefonino con la rete fissa: uno stop che era stato indicato dallo stesso Tronchetti Provera come la causa dell’inversione di strategia del suo gruppo e come il seme dell’idea di spin off di Tim. Sembra quindi che in attesa di un raffreddamento politico della vicenda, il management ora navighi a vista.

Dietro l’angolo rimangono però quanti sarebbero disposti a lanciare un’offerta su Tim. Mario Resca sta riunendo una schiera di fondi americani, inglesi e del Sud-Est asiatico e dall’altro lato il fondo di private equity statunitense Carlyle ha il suo asso in Marco De Benedetti che in passato è già stato alla guida di Tim. Anche se è presto per fare dei pronostici registriamo un’ultima indiscrezione: sembra che stiano emergendo delle divergenze fra Rossi e Tronchetti Provera sullo scorporo di Tim. Non sarebbe la prima volta che il professore con Tim cerca di fare di testa sua.

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