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Capitalia in cerca di un nuovo equilibrio

Pubblicato: 25 set 2006 da Ferry Boat

Commenti dei lettori

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“Saremmo diventati solo una divisione retail” di Abn Amro. Capitalia invece vuole rimanere “padrona del proprio destino”. Così Cesare Geronzi, presidente della banca romana, ha raccontato il perché di uno dei più scottanti rifiuti della storia recente della finanza italiana. Il vento ormai si è calmato e, dopo che Intesa ha avviato il progetto di fusione con San Paolo e anche le mire olandesi di Abn Amro sembrano definitivamente tramontate, Geronzi può raccontare qualche retroscena.

Il primo riguarda proprio l’azionista straniero che attualmente detiene il 7,7% della banca capitolina. Rijkman Groenink, che dell’istituto olandese è la guida suprema, aveva fatto la sua proposta, ma Geronzi aveva detto di no: la crisi rimase relativamente in ombra e anche la riconferma della presenza di Abn Amro nel patto di sindacato contribuì a gettare acqua sul fuoco.

Molte questioni sono però rimaste sul tavolo di Geronzi da allora e alcune delle vicende chiuse nella stagione in cui la banca era sotto assedio potrebbero rivelarsi oggi mine inesplose. Ora la domanda è perché un uomo che è solito distribuire le sue dichiarazioni col contagocce abbia deciso proprio sabato di parlare. Nel mutato scenario delle banche italiane quali saranno le scelte di Capitalia? A nessuno sfugge che, se le nozze con Intesa fallirono anche per delle difficoltà industriali, fondamentali per quel rifiuto furono gli effetti sul delicato equilibrio fra poteri forti in Generali, Mediobanca ed Rcs. La casa editrice di via Solferino potrebbe essere, secondo diversi osservatori, il nuovo terreno di scontro fra i diversi attori di questa complessa partita della finanza italiana.

Resta da vedere come la crisi in Telecom potrà accelerare dei mutamenti nel patto che guida proprio Capitalia. In molti danno, infatti, per pronta la vendita di quell’1,92% della banca in mano a Pirelli: al gruppo sicuramente servirebbe la lauta plusvalenza di 326 milioni circa che la vendita potrebbe garantire.

Il patto, comunque, obbliga gli azionisti uscenti a vendere le proprie quote agli altri firmatari degli accordi parasociali e questo dovrebbe smorzare gli effetti positivi della vendita. Sono già stati fatti da tempo i nomi di Pierluigi Toti, fidato presidente del gruppo Lamaro che potrebbe arrotondare quell’1,83% di Capitalia posseduto tramite Cinecittà centro commerciale, e quello di Salvatore Ligresti che, tramite la Fondiaria Sai ha in portafoglio il 3,1% della banca capitolina.

In questo panorama va sottolineato che proprio i Toti furono fra coloro che acquistarono le azioni del gruppo Rcs che la Banca popolare italiana mise sul mercato per rientrare delle esposizioni di Stefano Ricucci. Alcuni lessero l’intervento dei Toti come un tentativo di ingresso, che poi non avvenne, nel blindatissimo patto di Rcs. Lo scenario è senza dubbio molto complesso, ma la presenza dei Toti a cavallo fra il dossier “nuovo assetto in Capitalia” e quello di Rcs non può essere casuale.

Restano ancora incerte le prospettive della banca di Cesare Geronzi e questo potrebbe anche avere un peso sulle perdite dell’1% che oggi il titolo incassa a piazza Affari: in molti danno ormai per scontato l’ingresso di un socio estero. D’altro canto se è chiuso per sempre, come sembra, il fascicolo sulla fusione con Monte dei Paschi, al duo Arpe-Geronzi non rimarrà che rivolgersi Oltralpe. Qua i giochi dovranno stabilizzarsi, ma grosse opportunità di crescita per chi vuole restare su un mercato ormai europeo non sembra siano rimaste.

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • binocolo

    25 set 2006 - 11:47 - #1
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    Segnalo due articoli che ho trovato sull’argomento sulla stampa, gratuita estera: se scrivono pure su Capitalia le banche itaiane devono essere proprio di moda…

    http://permanent.nouvelobs.com/economie/20060925.REU42097.html?idfx=RSS_economie

    http://www.finanzas.com/noticias/noticia.asp?id=9106168

  • cesant

    25 set 2006 - 12:22 - #2
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    Non è un male il fatto che Capitalia guardi all’estero.. ma guarda da preda o da cacciatrice? più probabile la prima.. fatti due conti si vede che francesi, spagnoli, olandesi sono in prima linea in italia, seguono staccati i tedeschi con Dbank e ancora più dietro la GranBretagna con RBS (che però non punta al retail).. su chi punta Capitalia? sui tedeschi oppure sui belgi di Fortis?

  • weather cams

    11 dic 2007 - 08:41 - #3
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    weather camsweather cams