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Telecom, due storie diverse

Pubblicato: 02 ott 2006 da Ferry Boat

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Ancora un battibecco fra sordi quello che coinvolge Telecom. La scintilla oggi è derivata da un’intervista rilasciata da Angelo Rovati al Corriere della Sera. C’è una ricostruzione dei fatti e un’ennesima rivendicazione dell’estraneità del Mortadella al dossier incriminato. Rovati sostiene che, mentre Tronchetti Provera incontrava a Cernobbio lo scorso 2 settembre Prodi per parlargli della situazione della Telecom, lui stesso (Angelo Rovati) era invitato ad una colazione nella barca di un suo caro amico che è anche uno stretto collaboratore di Tronchetti Provera.

Improvvisamente Rovati si trova nella possibilità di proporre un documento che, guarda caso, ha redatto in quel periodo sulla società. È il famoso dossier che Rovati sostiene essere stato ritirato da un collaboratore di Tronchetti Provera proprio il lunedì successivo. Per caso la busta è accompagnata da un bigliettino di ringraziamento che è intestato alla Presidenza del Consiglio. Rovati avrebbe preso il primo foglietto che aveva sottomano e, siccome si trovava nel suo ufficio di palazzo Chigi, il foglietto era intestato alla Presidenza del Consiglio: vedi che sfortuna…

Solo qualche giorno dopo (venerdì 8 settembre) spunta sul Messaggero un articolo subito smentito che sostiene la contrarietà del Governo ad una cessione di Tim.

Insomma l’Esecutivo non può essere accusato di avere voluto influenzare le scelte della società e le cartelle di Rovati, per le quali egli si era anche consultato in maniera informale con manager del calibro di Franco Bernabé e Francesco Caio. Sarebbero state solo un contributo disinteressato dell’ex giocatore di basket divenuto imprenditore di successo e consigliere del premier. Secondo Rovati in una telefonata di quello stesso lunedì Tronchetti Provera, pur dichiarandogli di non concordare con gran parte del documento, lo aveva ringraziato dell’interessamento e aveva quindi chiuso la faccenda.

Questa ricostruzione dei fatti non è piaciuta affatto al diretto interessato Marco Tronchetti Provera, che poi è l’imprenditore che ha consegnato ai giornali il dossier salvo poi dire di non volere entrare in polemica con le istituzioni. In una nota il Tronchetto dell’infelicità, come lo chiama Beppe Grillo, ha smentito astiosamente l’intervista pubblicata dal quotidiano di via Solferino. La storia ricostruita da Rovati non reggerebbe e i fatti si sarebbero svolti diversamente. Secondo il patron di Pirelli e Telecom il “dossier” Rovati sarebbe stato ritirato a palazzo Chigi proprio a ridosso dell’incontro dello stesso Tronchetti Provera con Murdoch: esattamente giorno 6 settembre, ossia il giorno stesso in cui sarebbe avvenuto l’incontro col magnate australiano (6-7 settembre). Il comunicato di palazzo Chigi che smentisce l’ingerenza del governo sul caso è datato invece 8 settembre. Per queste discrepanze le dichiarazioni di Rovati sono “non vere e fuorvianti”.

Nei giorni scorsi la magistratura milanese aveva confermato che fra gli intercettati di Giuliano Tavaroli, Emanuele Cipriani e soci ci sarebbero stati anche Marco Tronchetti Provera e sua moglie Afef. Forse con la distruzione delle loro intercettazioni illegali si perderà anche la verità su questi strani scambi di telefonate e documenti fra Rovati e lo stesso Tronchetti.

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