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Gdf-Suez, privatizzazione/fusione tutto in un giorno

Pubblicato: 03 ott 2006 da Popi

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Siamo all’epilogo. Oggi sarà (forse) approvata dall’assemblea nazionale la legge che privatizza Gaz de France e apre la strada alla fusione con Suez.

Il ministro belga dell’economia Marc Verwilghen ha fatto sapere che “sono ancora in corso negoziati” a proposito della possibilità del governo belga di detenere una golden share sul nuovo soggetto. Il Belgio, d’altra parte, ha nel cassetto attraverso questo strumento, già tre controllate di Suez: Fluxys (trasporto), Synatom (dismissione impianti nucleari) e Distrigaz (distribuzione).

Secondo Radiocor “fonti governative hanno indicato che Suez sarebbe disposta a cedere capacità di produzione nucleare in Belgio alla Spe, cento mw, in cambio della cessione a Electrabel di cento mw di capacità dell’impianto francese di Chooz. Inoltre, Electrabel metterebbe a disposizione della Spe una capacità nucleare da 250 a 900 mw. Si sta trattando sul prezzo. Infine, Electrabel dovrebbe scambiare diverse centinata di mw (tremila secondo quanto riportato dalla stampa belga) con un terzo operatore e impegnarsi a moderare i prezzi energetici per un certo periodo di tempo”. Il negoziato potrebbe concludersi già domani.


Il ministro francese dell’Economia Thierry Breton si dice ottimista a proposito dei colloqui: “Le informazioni di cui dispongo mi dicono che procedono bene”.

In gioco c’è lo stesso destino di Electrabel, che Suez potrebbe essere costretta a cedere in tutto o in parte. In quel caso Enel sarebbe in prima fila, dopo il naufragio dell’offerta su GdF. L’orientamento del governo belga è quello della creazione di tre Genco, da mettere sul mercato, e naturalmente questa è anche la speranza dell’ad di Enel Conti.

Dopo la presentazione di migliaia di emendamenti da parte dell’opposizione, oggi l’assemblea nazionale dovrebbe giungere ad una conclusione sulla privatizzazione della compagnia del gas francese. La legge prevede che lo Stato scenda dall’80% di partecipazione al 34% in GdF.

Anche i francesi, però, hanno intenzione di mantenere una golden share sulla propria compagnia energetica. La Commissione europea ha fatto sapere, a questo proposito, che le intenzioni francesi sono compatibili con il diritto comunitario.

Si profila, perciò, un soggetto in cui il peso dei due governi sarà piuttosto consistente: i francesi, forti del parere della Commissione, manterranno il controllo di Gdf, mentre i belgi, grazie anche alla sentenza delle Corte europea di giustizia spuntano da Chirac una golden share sul nuovo soggetto e, di conseguenza, sulle sue controllate.

La partita per gli italiani continua. Una volta che i francesi saranno più tranquilli, si riaprirà la vicenda Enel-Edf o Enel-Electrabel. Ma questa volta forse converrà muoversi puntando più sulla strategia che sulla potenza.

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