
Giornata nera per Eads, che lascia sul terreno a Parigi il 3,04%. Il nuovo rinvio delle consegne dell’A380 di Airbus scuote nuovamente la società, che si trova ad affrontare per l’ennesima volta i problemi generati da un progetto che da più di un anno non decolla più.
Bae, la società di produzioni militari più importante del Regno unito, dopo l’annuncio di ieri della cessione del suo 20% di Airbus ad Eads (per un valore di 2,75 miliardi di euro), porta a casa al London Stock Exchange il 4,11%. Finmeccanica, per parte sua, ha recuperato le perdite di ieri mettendo a segno un bel +0,95%.
Airbus opta ora per una decisa ristruttutazione aziendale. Quello che era il fiore all’occhiello della compagnia fino a poco più di un anno fa si è trasformato nell’incubo della dirigenza. Nonostante il cambio dei vertici, sia ad Airbus che ad Eads, i ritardi delle forniture hanno indotto molti ad annullare gli ordini. E sono iniziati i problemi.
“Il primo A380 - ha fatto sapere Eads pochi giorni fa - sarà consegnato solo nella seconda metà del 2007″. Un’ordinazione della Singapore Airlines, che avrebbe dovuto essere soddisfatta nel 2006.
Nel 2008 soltanto 13 aerei sarannno (forse) consegnati, 25 nel 2009 e 45 nel 2010. Questi sono i programmi. Una faccenda che costa ad Eads 2,8 miliardi in mancati introiti e che fatto precipitare il titolo, bruciando a giugno 5 miliardi di capitalizzazione.
La ristrutturazione prevede il taglio dei costi vivi del 30% e lo spostamento di una parte del business verso la componentisca per le compagnie russe e cinesi.
Insomma, pare che qualcosa si stia muovendo dalle parti di Airbus finalmente. Ma la verità è che nessuno oggi riesce a stabilire con certezza quanto ci vorrà (in termini di risorse ma anche di tempo) per riportare la società in carreggiata.
Intanto il lapidario monito di Morgan Stanley frena qualsiasi entusiasmo: l’ A380 non porterà profitti prima del 2010.