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Alitalia, al comando non c'è nessuno

Pubblicato: 11 ott 2006 da Ferry Boat

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L’ultima pietra sulla disastrata compagnia di bandiera l’ha gettata il Financial Times definendo l’Alitalia “un insieme di sindacati che vola nel tempo libero”. Questa l’opinione dell’autorevole quotidiano britannico che affida alle parole dell’editorialista Paul Betts un j’accuse a tutto campo contro i molti mali della nostra compagnia aerea. Nel mirino i sindacati che bloccano i piani di ristrutturazione e il salvataggio di Alitalia. Complice la debolezza di un Governo dalla maggioranza risicata, non ci sarebbero più scelte morbide a disposizione per un salvataggio.

I tre mesi posti ieri da Prodi come termine massimo per evitare il fallimento sembrano persino eccessivi a molti osservatori dello stesso mondo sindacale, mentre dall’Unione europea il commissario per i Trasporti Jacques Barrot ha fatto sapere che “la strada per risolvere i problemi dell’Alitalia non passa per gli aiuti di Stato. Si tratta di problemi di natura industriale”.

In molti ormai puntano il dito su Giancarlo Cimoli, colpevole di aver promesso il ritorno in utile della compagnia per quest’anno e di aver varato una ricapitalizzazione da un miliardo di euro che sembra non essere servita a nulla, visto che l’ultimo bilancio parziale di Alitalia si è chiuso con una perdita da 300 milioni di euro. Un salvagente inatteso viene, però, dalla Germania, dove un articolo pubblicato sul Die Welt ventila la possibilità di un salvataggio da parte della Lufthansa. La situazione è descritta come quasi disperata, qualunque nuovo partner industriale dovrà imporre in scelte dure e precise al management e ai sindacati.

Secondo alcuni osservatori l’impasse delle trattative con le associazioni dei lavoratori avrebbe paralizzato la ricerca della soluzione e, mentre le altre società anch’esse in difficoltà sono corse ai ripari contro il caro petrolio e la concorrenza delle compagnie low cost, Alitalia avrebbe evitato i necessari tagli dei costi e quindi il risanamento. Già ieri palazzo Chigi aveva richiamato l’urgenza di trovare un partner industriale che evitasse il fallimento della compagnia, il problema è che nessuno sembra poter dare oggi come oggi a questo futuro socio di Alitalia le garanzie necessarie a garantire un rilancio. Intanto il tempo stringe.

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