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Intesa fa quadrato sul concambio e guarda a Torino

Pubblicato: 12 ott 2006 da Ferry Boat

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“Il concambio non si tocca”, così Giuseppe Guzzetti presidente della Fondazione cariplo ha sintetizzato la posizione di Intesa all’uscita dalla riunione odierna del patto di sindacato. Banca Intesa quindi, approvata la fusione con il San Paolo, pare sempre più decisa a mantenere invariato quel rapporto di 3,115 azioni dell’istituto milanese per ognuna del San Paolo. Come in molti avevano già annunciato non sarà sul terreno del concambio che si giocherà la partita: da quest’orecchio Milano non ci sente. Appare a molti assai più probabile che sia un ricco dividendo di San Paolo ai suoi azionisti il modo nel quale si cercherà di soddisfare i malumori degli azionisti scontenti di Torino, a partire dal Santander e dalla Carisbo, che hanno più volte criticato una valutazione ritenuta ingenerosa per il loro investimento. Il primo sì alla fusione fra San Paolo e Intesa è comunque arrivato da Milano e ora la palla passa a Torino dove Enrico Salza presidente della banca all’ombra della Mole dovrà conciliare tutte le posizioni.

Intanto sotto la Madonnina molti dei nodi che impacciavano i piani di Giovanni Bazoli e Corrado Passera sono stati sciolti nei giorni scorsi e non è un caso che la maggior parte delle dichiarazioni vengano da Carlo Gabbi, membro del patto di Intesa riunitosi oggi e presidente della Fondazione Cariparma. È infatti proprio la banca parmigiana la preda sacrificale donata ai francesi in cambio del loro assenso alle nozze.

Il Credit Agricole se ne servirà per creare un nuovo ramo italiano da sei miliardi con oltre 650 sportelli. Altrettanto importanti le parole di Giuseppe Guzzetti, presidente della fondazione Cariplo e altro membro del patto di Intesa, che ha ribadito che il concambio non si tocca. Guzzetti ha anche aggiunto sibillinamente che la scelta di mantenere invariato il rapporto fra le azioni di Intesa e di San Paolo non solo ha provocato un pronunciamento unanime del patto a Milano ma che egli stesso ha “motivo di ritenere che la stessa cosa avvenga a Torino”. Forse è già stato trovato un accordo sul regalo da fare a Santander e Carisbo per il loro ok all’operazione?

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