
Ancora non è operativa la fusione tra Bpi e Bpvn che già si parla di un allargamento. Il candidato sarebbe Cattolica assicurazioni, che trasformerebbe il nuovo polo bancario in un gruppo di bancassurance a tutti gli effetti.
Bpvn in effetti porta in dote al nuovo soggetto (di cui ancora si ignora il nome, come nel caso di SanIntesa) alcune collaborazioni: con Cattolica ha già alcune joint venture assicurative e con Fondiaria-Sai ha in comune il marchio di polizze Novara Vita (l’anno passato ha raccolto 683 milioni di euro con una crescita del 7,5% rispetto all’anno precedente).
Per parte sua Bpi porta nel nuovo gruppo due partnership con Aviva: Eurovita e Aviva previdenza. Nel 2005 la prima ha raccolto 784 milioni e la seconda 81 milioni. Non solo, ma l’ex lodigiana conta anche sulla controllata Reti bancarie, che vende assicurazioni a marchio Unipol.
L’ingresso di Cattolica nella holding di controllo del nuovo soggetto Bpi-Bpvn potrebbe significare la costruzione di un gruppo con una rete che oltre a superare abbondantemente i duemila sportelli dispone di una quantità di soluzioni assicurative per i propri clienti.
Il confronto tra Cattolica e Bpvn per raggiungere un accordo comunque è già in fase avanzata: “Finora abbiamo parlato con Bpvn - fa sapere le società - e loro hanno parlato con Bpi. Ora occorre che parliamo anche noi e Bpi”, incontro che avverrà nei prossimi giorni. Si tratta di capire come gli asset già in comune tra Cattolica e Bpvn possano entrare nella partita del nuovo soggetto. Sono da escludere secondo la società problemi di antitrust. Lo scorporo degli asset ha piuttosto il significato di una “scelta strategica” volta a “presidiare il valore del gruppo Cattolica”.
Stamattina intanto a piazza Affari Bpi, Bpvn e Cattolica cedono terreno. La prima perde quasi tre punti e mezzo percentuali; si tratta di un significativo ritracciamento, dopo il +4,39% realizzato ieri; Bpvn, invece, che ha già perso il 5,26% ieri, continua a accusare fughe e si ferma a un -1,42%; Cattolica assicurazioni dal canto suo perde l’1,43% doppiando il già deludente -0,59% dell’S&P/Mib.
Bpvn rimane dunque ancorato al concambio stabilito di 0,43 azioni di Verona contro una di Lodi: con una quotazione di 10,39 per Bpi, Bpvn deve convergere necessariamente verso quota 24,16 euro. Certo siamo lontani sia dai 12 euro voluti e cercati dai lodigiani, sia, con gli attuali 20,79 euro per ogni Bpvn, dalla quotazione intorno a 24 che dovrebbe avere Verona.
Insomma a meno che qualcuno sul mercato non si sia messo in testa di forzare il concambio, Bpvn dovrà salire significativamente. Oppure Bpi dovrà abbandonare il suo sogno di un titolo da 12 euro.
finanzablog
25 ott 2006 - 11:27 - #1[…] […]