
Parlare di una Finanziaria è come tornare ad Hegel. Lui ci aveva provato pure a mettere le leggi dell’universo tutte in un libro, ma, anche se con l’attesa manovra del nuovo Esecutivo in ballo c’è “solo” l’Italia almeno il filosofo tedesco dell’Ottocento fa aveva di fronte un pubblico di lettori assai più ridotti e non doveva neanche affrontare tutto il grumo di interessi assai concreti che ruotano intorno a un documento come quello in discussione al Parlamento. Qualche novità in gioco però c’è.
La prima è che il commissario europeo degli Affari economici Joaquin Almunia ha dato il suo ok alla nuova manovra fugando nei fatti i timori di quegli osservatori che ipotizzavano addirittura un’uscita dell’Italia dall’euro. Entro il 2007 si dovrebbe riuscire a rientrare entro il 3% del rapporto deficit/Pil, nonostante il rapporto debito pubblico sia in leggero rialzo dal 106,4% del debito l 106,6% del Pil. Un problema, anche questo, che non dipende dai governi degli ultimi dieci anni, ma che pesa sull’Italia come un macigno. Un’altra novità è che la concertazione sembra funzionare e Confindustria e sindacati hanno dato il loro ok e firmato la manovra dopo la marcia indietro del Governo sul Tfr. Le due notizie sono collegate dal fatto che gli osservatori internazionali premono sulle pensioni (Inps); le industrie, però, non hanno voluto il trasferimento della liquidazione all’Istituto nazionale per la previdenza con la motivata ragione che la cosa li costringerebbe a chiedere dei prestiti (e quindi a pagare degli interessi) a partire dai più piccoli di loro. Il problema pensioni intanto rimbalza e sembra che D’Alema pensi a un “ragionevole” innalzamento dell’età pensionabile, mentre il Governo progetta di dare slancio ai fondi pensione che dovrebbero più che triplicare la loro quota di mercato in Italia.
Mentre molti rimangono delusi, Almunia ha fatto una considerazione interessante sostenendo che l’Italia è sostanzialmente in crisi d’astinenza da Instabilità e che vorrebbe arrabbiarsi ancora dopo una certa abitudine a farlo negli anni passati. Siccome però di manifestazioni per le strade lui non ne ha viste, è ottimista sul successo della Finanziaria. A noi gli italiani non sembrano tanto contenti, anche se di una manovra che, come scritto sulla carta prima delle elezioni, ci fa tirare la cinghia per restare in Europa non potevamo certo essere entusiasti (né mai abbiamo notato manifestazioni di giubilo per una Finanziaria). Viene da chiedersi a questo punto se non sia stata la fragilità della maggioranza parlamentare che ha spinto l’Esecutivo a posticipare le riforme strutturali alla prossima manovra. Dubbi più politici che finanziari.
ste71
24 ott 2006 - 13:46 - #1Grazie, Almunia, per sostenere Prodi nella sua marcia funebre