
Si conclude domani l’opv di Polynt, società del settore chimico che realizza polimeri per prodotti in vetroresina. Cinque stabilimenti in Italia, uno in Germania e uno in costruzione in Polonia. Il 40% del fatturato arriva dall’Italia, il 48% dal resto d’Europa e il rimanente dal resto del mondo.
Negli ultimi tre anni i tassi di crescita della società si sono attestati intorno al 10%. Il 2005 ha visto un fatturato di 425,2 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente dell’8,2%, principalmente grazie all’aumento dei prezzi delle materie prime. Nel primo semestre di quest’anno la crescita ha accelerato, raggiungendo il 16% (per complessivi 253,6 milioni di euro). Per quanto riguarda invece i risultati netti, Polynt ha chiuso il 2005 con un margine operativo lordo di 45,9 milioni di euro, in aumento del 6,2% rispetto ai 43,3 milioni del 2004 e ai 44,4 milioni del 2003.
Per quanto riguarda la situazione debitoria, Polynt ha oneri per 50,8 milioni di euro, in peggioramento rispetto ai 14,3 milioni di inizio anno e ai 46,5 milioni di fine 2004.
Le azioni immesse sul mercato sono vendute tutte dalla stessa società svizzera, la Lonza, che ha intenzione di abbandonare il controllo della società scendendo fino a un minimo di 11% nella sua partecipazione. Questo è un po’ il punto dolente. Se la società va bene perché la Lonza la butta quasi tutta intera sul mercato? Le attese, secondo Mediobanca non sarebbero male. Ma c’è da tener conto che Mediobanca è l’advisor dell’operazione, nonché creditrice verso la società per circa 10 milioni di euro. Le previsioni di piazzetta Cuccia parlano di un fatturato in crescita a 477,3 milioni di euro, un ebitda di 49,1 milioni, un ebit di 28,5 milioni e un utile netto di 14,6 milioni di euro.
Anche per il biennio successivo tutto andrebbe a gonfie vele: fatturato di 499,8 milioni nel 2007 e di 516,9 nel 2008, utile netto rispettivamente di 17 e 18,2 milioni di euro. Posizione finanziaria netta in miglioramento: 29,3 milioni a fine anno, 17,5 nel 2007 e 4,3 milioni a fine 2008.
Per quanto riguarda la politica dei dividendi, la società annuncia di aver intenzione di distribuire agli azionisti tra il 50% e il 60% degli utili. In termini di prezzi di collocamento (forchetta di 2,15-2,65 euro), Polynt sarebbe valutata da 13 a 16 volte gli utili del 2007 (oppure da 4,41 a 4,70 volte l’ebitda). Si tratta di multipli compatibili con quelli delle altre società del settore per quanto riguarda gli utili, mentre se prendiamo a riferimento l’ebitda si tratta di prezzi di collocamento anche abbastanza bassi.
Insomma, sulla carta parrebbe un affare perfetto. Ma qua e là alcuni dettagli stonano con l’insieme e accendono qualche spia d’allarme. Sarà un successo? Difficile da prevedere.
giuseppe
25 ott 2006 - 15:05 - #1a 16 volte l’eps 2007 e 4.7 volte l’ebitda è piuttosto cara se si considera che la redditività è inferiore a quella dei concorrenti. P. es. Recordati si paga 14 volte l’eps ma ha una redditività superiore e risente meno degli shock petroliferi.
Ecco perchè Lonza la vuole vendere….
finanzablog
26 ott 2006 - 16:46 - #2[…] […]