
Il verdetto condanna Giovanni Consorte, Ivano Sacchetti ed Emilio Gnutti a sei mesi di carcere e ad un risarcimento da 92.500 euro a testa per insider trading, oltre al pagamento di spese processuali per 10.500 euro. Il giudice milanese Elisabetta Mayer ha ritenuto colpevoli l’ex-presidente e l’ex-vicepresidente di Unipol e il finanziere bresciano Gnutti di aver comprato bond della società di via Stalingrado fra gennaio e febbraio 2002, ossia poco prima che, il successivo 28 febbraio, il cda di Unipol decidesse un rimborso anticipato di tutte le obbligazioni emesse nel 2000.
Gli oltre 92.500 euro andranno, secondo il dispositivo della sentenza, alla Consob costituitasi parte lesa nel processo. L’avvocato dell’Autore per la vigilanza sui mercati Emanuela Di Lazzaro ha commentato. “Con questa sentenza è stato riconosciuto il valore istituzionale della Consob come organo tutore del mercato”.
Filippo Sgubbi, avvocato di Consorte che nei giorni scorsi aveva pubblicato su internet i suoi memoriali sulla vicenda, ha subito annunciato un ricorso. “Non c’erano elementi per emettere una sentenza di condanna. Ma i verdetti vanno rispettati e comunque faremo ricorso”, ha commentato a caldo.