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Telecom, "siamo vivi"

Pubblicato: 25 ott 2006 da Ferry Boat

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«State tranquilli - ha detto ai cronisti Luigi Fausti consigliere di Telecom - è andato tutto benissimo, siamo vivi». Vittorio Merloni altro consigliere fermato dai giornalisti all’uscita dal cda che ha discusso del futuro della compagnia di telecomunicazioni ha definito invece la riunione di oggi “un consiglio molto importante”; aggiungendo che “c’è stato un rilancio di Telecom”.

La parola d’ordine, l’ha coniata lui stesso, è “one single company”, ossia un’unica compagnia che gestisca tutto, che funzioni per tutti. “Le cose stanno cambiando”, ha aggiunto Merloni. Ma oltre questo slogan non si vede molto, né si capisce se qualche scelta più concreta sia stata fatta. Il titolo intanto galleggia a piazza Affari poco sopra lo zero. L’unica cosa che sembra chiara è che l’opzione di vendita della Tim non è più presa in considerazione, perché il management ha deciso di percorrere la strada della convergenza fra tutte le piattaforme. Il progetto è quello di risparmiare un miliardo fra taglio dei costi e sinergie, purché l’Authority permetta alla compagnia di sfruttare tutte le opportunità del settore.

Si è parlato di molte cose però oggi al consiglio d’amministrazione. Intercettazioni, rete, regole. Sul caso Tavaroli non c’è stata alcuna comunicazione precisa, mentre sulla rete qualcuno ha chiesto se era sul tavolo l’ipotesi di creare una società unica che possedesse impianti a metà fra quelli della Rai, di Mediaset e Telecom. L’ipotesi ha lasciato perplesso Riccardo Perissich. Il responsabile per gli Affari istituzionali di Telecom si è detto scettico, pur ribadendo di avere avviato una stretta collaborazione con l’Autorità per la concorrenza sul problema dell’ultimo miglio e il suo eventuale scorporo.

Servono regole nuove e omogenee per tutta l’Europa, ha detto Perissich, portando un esempio di stretta attualità: “Per esempio Telecom, dopo l’acquisto di Aol, è entrata sul mercato tedesco. Ed è oggi - ha precisato - il secondo operatore di banda larga in Germania, con ambizioni di crescita nel Paese. Ma - ha evidenziato - come concorrenti di Deutsche Telekom in Germania siamo molto meno protetti di quanto Fastweb sia in Italia. Sono differenze intollerabili”. Insomma mercato sì, ma uguale per tutti. Fra l’altro si è appena saputo che sull’acquisto di Aol per 675 milioni di euro la Commissione europea si esprimerà il entro il 28 novembre. Insomma, come dice Kassowitz, fin qui tutto bene.

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