
Due stabilimenti saranno chiusi negli Stati Uniti. Cnh, la divisione macchine agricole di Fiat, avvia in questo modo un piano di riordino da 110 milioni di euro che ha lo scopo di rimettere in carreggiata l’ultima fetta dell’azienda che ancora rimane da sistemare. Dopo tutti gli sforzi su Fiat auto, e gli accordi internazionali per Iveco nell’ambito di piani di sviluppo che arrivano fino in Cina, era prevedibile un interessamento dei vertici anche alla parte meno nota del gruppo del Lingotto.
Case New Holland nel prossimo anno chiuderà gli impianti di Belleville, della Pennsylvania, di Goodfield e dell’Illinois, che contano complessivamente 660 addetti. L’attività produttiva sarà decentrata su alcuni stabilimenti del Nord America e dell’Europa.
Secondo il ceo di Cnh Harold Boyanovski, “questi risultati rafforzano la nostra fiducia di raggiungere tutti gli obiettivi per il 2006″.
I risultati di Fiat sono attesi per domani. Banca Imi stima i ricavi intorno a quota 5,2 miliardi di euro, in crescita del 6,1%, con una crescita dei volumi di vendita del 12%, grazie in particolar modo alla Grande Punto. L’utile netto dovrebbe aggirarsi intorno a 250 milioni di euro. Intanto oggi il titolo chiude la giornata di quotazione oltre il tetto dei 14 euro, a 14,05, in crescita del 2,35%.
Probabilmente le novità maggiori verranno comunque l’8 e il 9 novembre, col piano industriale. C’è chi, come Intermonte, ha piazzato un target a 18 euro per il titolo e si aspetta scintille.
Sempre in tema di Fiat segnaliamo un articolo comparso su soldiblog, secondo il quale Fiat “sarebbe l’unica società, in Europa, ad aver rispettato l’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2″ delle auto vendute. Motivo in più per prevedere bene per la società.