
I Romiti fuori da Adr? Un’ipotesi sempre più vicina secondo Finanza & Mercati di oggi. Il quotidiano milanese scrive che Piergiorgio Romiti è ormai a un passo dalle dimissioni di amministratore delegato della società che gestisce gli aeroporti di Roma, dopo le critiche ricevute da parte dei soci.
Romiti ha infatti comunicato alla stampa a più riprese l’intenzione di un accordo con Save (Aeroporto di Venezia) e lo scioglimento di Leonardo. Faccenda che non è andata giù ai Benetton. Così a fine anno il mandato di ad al piccolo Romiti non sarà probabilmente rinnovato. Ma l’uscita di scena della famiglia da Adr sembra piuttosto difficile da ipotizzare.
È proprio dentro Investimenti e infrastrutture, dunque, che si gioca la partita partita sulle scelte strategiche per gli aeroporti di Fiumicino e di Ciampino.
Investimenti e Infrastrutture è posseduta per il 34% dai Romiti, per il 31,5% da Edizione Holding (dei Benetton), per un altro 31,5% da Clessidra e per il 3% da Capitalia. Tra i Romiti e i Benetton si è consumata dunque qualche frizione ultimamente sul destino di Adr. Da una parte la visione Romiti: concentrarsi sul core business aumentando collaborazioni e partecipazioni anche in altri aeroporti (come un accordo industriale con Save) lasciando da parte attività meno centrate, come quella di Impregilo. Dall’altra i Benetton, che non vogliono lasciarsi sfuggire la situazione di mano e contare di più nelle scelte strategiche. A questo scopo nel cda sono riusciti a infilare Gianni Mion, attuale ad di Edizione holding, che ha preso il posto di Andrea Monorchio, uomo che era stato suggerito da Romiti.
Proprio in questi giorni Gemina ha ceduto la propria partecipazione dell’11,8% di Impregilo a Igli (che raggiunge così il 29,87%), una newco partecipata da Benetton (Autostrade), Gavio (Autostrada Torino-Milano e Milano Serravalle–Milano Tangenziali), Rocca (Tenaris) e Efibanca (Banca Popolare Italiana).Impregilo è la società che, tra il resto, ha ottenuto l’appalto per il ponte sullo stretto di Messina e il Mose di Venezia.
I 155 milioni ricavati dall’operazione (con una plusvalenza di 32 milioni di euro) dovrebbero servire ai Romiti per estinguere una parte del debito contratto attraverso un finanziamento da 305 milioni di euro erogato da Calyon e Mediobanca.
per Adr in termini Certo lasciare la partecipazione in Adr, però, per i Romiti non è pensabile, perché passerebbe necessariamente da undisimpegno in Gemina, società alla quale naturalmente non hanno alcuna intenzione di rinunciare. La partita di controllosi svolge su un campo troppo vasto: per lasciare la società degli aeroporti i Romiti dovrebbero rinunciare ancheal resto delle partecipazioni di Gemina e naturalmente non è questa la loro intenzione. Dunque la vicenda si consumerà con il posizionamento dentro il cda, come ha mostrato la nomina di Mion e, al limite, con lo scorporo di qualche pezzo di Adr da contendere su un tavolo separato.
finanzablog
13 nov 2006 - 19:34 - #1[…] […]