Fine di una Santa Intesa

pubblicato: lunedì 30 ottobre 2006 da Yattaman

Finalmente è arrivato. Erano mesi che lo aspettavamo. Tutti si lambiccavano il cervello per capire quale potesse essere, per intuirlo. Il Sole 24 Ore ha condotto anche un sondaggio per raccogliere opinioni e suggerimenti dei lettori. Masse di investitori hanno perduto ore di sonno per immaginarlo prima che fosse reso pubblico.

Finalmente, però, dopo tanta fatica, eccolo qua. Il nome del nuovo soggetto che nasce dalla fusione tra Banca Intesa e San Paolo Imi è… (rullo di tamburi…) Intesa-Sanpaolo. Bella ciofeca.


Non c’era bisogno poi di tutto questo tempo per partorire una trovata tanto originale. Ma tant’è, almeno ora sappiamo come chiamarla e finiremo di leggere e scrivere dappertutto Santa Intesa (che tutto sommato forse era meglio).

Fiacco il titolo stamattina a piazza Affari sia per San Paolo che per Intesa che perdono rispettivamente lo 0,36% e lo 0,40%, in un momento di magra del mercato: l’S&P/Mib lascia sul terreno lo 0,52%.

Intanto uno studio di Cheuvreux riaccende i riflettori sulla Cassa di risparmio di Firenze: l’acquisizione da parte di Intesa-Sanpaolo costituirebbe un’ottima operazione industriale. Così Carifirenze vola a quota 2,56 euro per azione, con un guadagno dell’1,83%. Questione sulla quale pesa ancora la vicenda dell’opzione call che San Paolo rivendica sul 10% del capitale della banca toscana. Se l’esito dell’arbitrato in corso gli desse ragione, San Paolo salirebbe nel capitale di Carifirenze a pochi punti dalla zona opa. Basterebbe un accordo con Bnp-Paribas, a quel punto, che possiede una quota del 6,55%, per raggiungere il 30%.

Sulla opportunità di entrare nella galassia Intesa-Sanpaolo, sotto il battistero sono ancora indecisi. È vero, però, come nota il Sole 24 Ore di sabato, che l’ente CassaFirenze (che controlla la banca) con l’operazione si ritroverebbe in tasca il 3% del nuovo colosso, triplicando i dividendi che riscuote attualmente. E questo è quel che si dice un ottimo argomento.

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Commenti dei lettori

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    Up Down

    […] Recentemente è stato annunciato che il nome del nuovo gruppo torinese-milanese sarà Banca Intesa San Paolo. Tanta perplessità sulla scelta, ma soprattutto apprensione verso il destino del marchio di Piazza San Carlo: tutti hanno visto Banca Intesa BCI (chissà perché pronunciata da tutti bi-si-ài) diventare nuovamente Banca Intesa. Anche AntonVeneta ha perso lo sua identità, perdendo lo status di Popolare nel nome e vedendo apparire sulle sue insegne vistosi loghi di ABN Amro. Ora rimane da rendere nota la strategia di branding dei gruppi risultati dalla fusione BPVN - BPI e da quella BPU - BPLP. […]

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