La vecchiaia ci salverà. Se non noi almeno salverà l’Ingegnere, quello con la I maiuscola Carlo De Benedetti, il patron di Cir, di Sorgenia, dell’Espresso, di Hss, di Cdb Web tech e così via. Già, perché secondo uno studio agostano di Banca Leonardo a proiettare luci positive sulle quotazioni di Cir, la holding dei De Benedetti ci pensa proprio Hss, il ramo sanitario del gruppo, che si avvia a un fiorente futuro per via dell’invecchiamento della popolazione italiana. Cinico, ma vero.
C’è da dire che Hss ha perso 2,3 milioni di euro nei primi nove mesi dell’anno, ma dobbiamo ammettere che ciò dipende in gran parte dall’acquisizione di Anni Azzurri, che permette al branch di raggiungere i 3.600 posti letto. Hss ha in realtà aumentato il proprio fatturato di oltre il 68% portandolo a quota 64,6 milioni di euro.
Tutti i rami del gruppo hanno però portato a casa qualcosa, anche se non tutti hanno avuto performance ugualmente brillanti. L’asset più importante di questo gruppo è Sogefi che nei primi nove mesi dell’anno ha consolidato la propria posizione di leader italiano della componentistica per autoveicoli con un fatturato di 765,5 milioni in flessione dell’1,2%, ma con un utile da 33,4 milioni in crescita del 17,7%.
Sorgenia, il ramo energy dell’impero De Benedetti, dà il suo contributo apportando al fatturato 475,9 milioni (+59% su base annua). Insomma l’energia fa bene anche ai De Benedetti, che stanno costruendo una centrale a Modugno e hanno già ottenuto l’autorizzazione per un’altra centrale ad Aprilia (Lazio) e per una a Bertonico-Turano-Lodigiano (Lombardia).
Va anche evidenziato che la centrale pugliese di Termoli è ormai operativa. Gli investimenti del quinto gruppo energetico italiano sono sia nel gas, che nell’eolico, che nel fotovoltaico. Tirreno Power, una delle ex-genco, rappresenta uno degli asset più importanti che il gruppo condivide con Hera e Bnl fra gli altri; ma ci sono importanti asset anche nella produzione idroelettrica. La liberalizzazione del settore, che nel 2007 secondo le previsioni subirà un’accelerazione notevole, potrebbe dare un ulteriore slancio alla società.
Segue L’Espresso con 26,4 milioni e a ruota Hss con 26,3 milioni. I diversi investimenti in centrali e posti letto hanno però pesato sulla situazione patrimoniale di Cir, peggiorata con un debito finanziario netto consolidato voltato a quota 802,5 milioni euro contro i 465,2 milioni di fine 2005. Il patrimonio netto totale ha però spalle larghe e ammonta a quasi 1,9 miliardi.
Cdb Web Tech, intanto, continua a dare i suoi frutti con i 311 milioni di dollari che risultano dalla vendita al fondo Pantheon Ventures delle partecipzioni “inglesi” di Cdb Web Tech International e Cdb Private Equity. Rimangono in portafoglio 31 milioni di dollari di fair value in 8 fondi e 3 società, oltre a investimenti in hedge fund per 22 milioni di dollari. Ma la finanziaria di casa De Benedetti, va ricordato, è fuori dal perimetro di Cir.
Roberto Estevam Benedetti
28 apr 2010 - 08:25 - #1Sou Brasileiro, Illuminati e gostaria de me comunicar com Carlo De Benedetti.
Obrigado
Roberto