
Alla faccia di Pietro Guindani oggi Telecom guadagna in borsa quasi lo 0,2%. L’amministratore delegato di Vodafone Italia, però, si è fatto sentire ancora una volta a suon di carta bollata. Telecom ha interrotto le trattative con Vodafone per la connessione del suo concorrente alla rete fissa. In questa maniera, secondo la società di Guindani, è stato sabotato il progetto di convergenza mobile-fisso e il concorrente di Telecom si rischia di veder saltare il prossimo lancio di Casa Numero Fisso.
Per Guindani non è una novità lo scontro sulla rete fissa di Telecom. Già qualche mese fa l’agguerrito amministratore delegato aveva accusato la società oggi guidata dal professor Rossi di concorrenza sleale e aveva chiesto un maxirisarcimento da 525 milioni di euro. Adesso la patata bollente finisce sul tavolo dell’Authority delle Comunicazioni, già impegnatissimo dalle scartoffie sui progetti in casa Telecom: cosa deciderà Corrado Calabrò? Di certo a questo a punto un sistema di regole certe e qualche decisione per così dire salomonica urgono, anche perché il piano di convergenza fisso mobile cui punta Vodafone è proprio il progetto corrispondente all’Unico made in Telecom su cui si arenò come una balena in secca il piano di Marco Tronchetti Provera, proprio a causa delle decisioni dell’Autorità.
Intanto, nonostante la pressione alle stelle sul settore e sulla società, Telecom sembra sempre più solida e serena dentro la fortezza Mediobanca-Generali che l’abile Rossi è riuscito a creare intorno all’incumbent delle telecomunicazioni italiane. Sembra l’atmosfera perfetta per avviare un’importante opera di risanamento della compagnia da presentare al prossimo cda del 7 novembre che illustrerà i dati del terzo trimestre. In merito sono già in campo le valutazioni degli analisti che puntano in generale su un rialzo del fatturato e su un lieve riassestamento del debito; sugli utili permane un po’ di incertezza, anche perché quest’anno la parte bassa del conto economico non si avvantaggia di cessioni straordinarie come quelle di Tim Perù e Tim Hellas nel 2005. Avranno ragione?
Intanto le ipotesi su i vari asset della compagnia e quanto di visibile c’è nel piano di rilancio di Guido Rossi sembrano confermare delle piroette. Anche in Brasile, dove la società nei momenti neri della recente crisi aveva in mente di vendere quote importanti di Brasil Telecom sembra che sia in atto un rilancio (altra inversione di marcia). In proposito le barriere messe dalla locale normativa ai progetti sulla conversione fisso-mobile (questa convergenza sembra proprio portar male a Tronchetti Provera) sembrano suggerire l’ipotesi dell’unbundling sull’ultimo miglio da mettere al servizio di una Alice carioca: come a dire che se il telefonino non va alla rete fissa almeno quest’ultima riceve una bella spinta che mette in forse i progetti di vendita nel paese della samba. Da rilevare che intanto la borsa sembra premiare il titolo che ricomincia a vedere area 2,4 euro dopo gli scivoloni sui due euro. Adesso il prossimo appuntamento è per il 7 novembre.
eusebio
03 nov 2006 - 17:32 - #1Con la Sinistra l’Italia cambia marcia!
Sì, mette la retro!
Kokonet - Internet Point » Blog Archive &ra
03 nov 2006 - 21:08 - #2[…] Finanzablog […]
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04 nov 2006 - 03:08 - #3[…] Finanzablog […]