
La terza trimestrale di Saipem (gruppo Eni) che consolida nel bilancio anche i risultati di Snamprogetti a prima vista sembra una festa. Il portafoglio ordini del gruppo ha raggiunto il livello record di oltre 12,8 miliardi di euro. Saipem ritiene, inoltre, di aver conquistato una competitività e una credibilità sui mercati che le garantiranno ottimi risultati anche in futuro. Per questi motivi la società italiana fra le più brave al mondo nell’esplorazione e nelle perforazioni del settore idrocarburi ha deciso di alzare i target sull’utile per la fine del 2006 addirittura del 15% sulle previsioni di inizio anno. Sicuramente il consolidamento di Snamprogetti e le risorse che la società apporta sono importanti per questi risultati e Saipem conta entro la fine di quest’anno di raggiungere i 670 milioni di euro di investimento tecnico.
Per quanto riguarda i dati venuti fuori dalla relazione sui primi nove mesi del 2006, pur precisando che per le caratteristiche del suo business ci possono essere forti oscillazioni sul breve periodo, Saipem non ha di che lamentarsi. L’utile netto nei primi nove mesi dell’anno registra una crescita del 56% e tocca i 266 milioni di euro, mentre i ricavi hanno raggiunto i 5,2 miliardi di euro. Si tratta di dati che inglobano già gli effetti del consolidamento di Snamprogetti, che ha avuto un peso rilevante soprattutto sulla posizione finanziaria del gruppo: il debito finanziario netto di Saipem ha superato gli 1,6 miliardi di euro, con un peggioramento di circa 625 milioni in gran parte attribuibili proprio all’operazione Snamprogetti.
Nonostante i toni entusiastici della società, i progetti d’investimento e le operazioni in giro per il mondo, piazza Affari penalizza il titolo con perdite intorno all’1,23% in chiusura di seduta. Di fronte a una simile performance si rimane in dubbio. Peserà di più sul titolo l’ingrossamento del debito finanziario o il vecchio detto “buy on rumors and sell on news”?