
Colpo di scena su Intesa San Paolo: forse gli spagnoli del Santander non sono ancora in fuori gioco nella partita a cavallo fra Torino e Milano. Un lancio d’agenzia di Radiocor rivela che secondo fonti finanziarie vicine al San Paolo il Santander, grande deluso nel progetto Bazoli-Salza, potrebbe decidere di non prendere le distanze dal nuovo colosso del credito.
A suggerire l’ipotesi di un riavvicinamento alla nuova entità del gruppo guidato da Emilio Botin ci sarebbero diverse considerazioni di ordine pratico. Sembra, infatti, che il tasso di concambio a 3,115 azioni Intesa per ogni titolo del San Paolo - che non era affatto piaciuto agli spagnoli - sarebbe stato rivalutato dopo gli studi di diversi advisor e consulenti che il Santander aveva chiamato in causa.
A sconsigliare Botin di andarsene sbattendo la porta ci sarebbe poi l’entità dell’investimento in oggetto. Si parla di una quota del 4,2% in Intesa San Paolo: un pacchetto difficile da rivendere in quattro e quattr’otto, senza considerare che la transazione potrebbe portare un certo disequilibrio nei conti del Santander.
L’uovo di Colombo alla fine potrebbe essere un uomo dell’istituto iberico nel Consiglio di gestione della nuova banca.Così, mentre si accende la lotta intorno agli uomini da piazzare nel board del nascente gigante del credito, spunta anche l’ipotesi di un riavvicinamento degli spagnoli. Un’indicazione importante in merito potrebbe derivare dalle prossime riunioni, in particolare da quella del prossimo lunedì, in cui la fondazione Cariplo dovrà votare una lista di candidati per i posti di potere in Intesa San Paolo: potrebbe esserci anche una prenotazione per il Santander.