
Eni e Gazprom sono in fase di contrattazione sempre più serrata. I termini dell’accordo - il prossimo incontro è previsto per metà mese - non sono ancora chiari, ma la società russa del gas sta alzando la posta. Il suo interesse è quello di entrare nella distribuzione italiana del gas e a questo scopo vorrebbe acquisire il 30% del capitale di Snam rete gas. In cambio promette ad Eni il rinnovo per altri dieci anni dei contratti che scadono nel 2017. Ma non basta. Secondo le indiscrezioni pubblicate sull’Espresso, Gazprom avrebbe chiesto anche il 40% di Enipower, nonché il giacimento libico Elephant e l’impianto di liquefazione del gas egiziano Damietta. La contropartita offerta dal colosso russo sarebbe il proprio appoggio a Eni nell’acquisto di una partecipazione di minoranza in Novatek, il più grande produttore moscovita di gas non controllato dal Cremlino (che ne possiede solo il 20%), nonché una quota di Arctic Gas, una delle spoglie di Yukos. Strade, queste, che l’Eni, secondo L’Espresso, potrebbe percorrere insieme ad Enel.
Sarà, ma l’interesse della società russa verso gli asset di distribuzione italiani sembra sempre più famelico: sul nostro mercato pare infatti che Gazprom stia ipotizzando anche operazioni su Italgas e sulle multiutility regionali come la bolognese Hera, la trevisiana Ascopiave o la Conservizi international.
Intanto Snam rete Gas sta portando a termine l’operazione di buy back delle proprie azioni, autorizzata dall’assemblea dei soci esattamente un anno fa fino a un massimo del 10%. Eni in una nota smentisce che il suo controllo della società, in questo modo, possa aumentare: “Le azioni proprie non hanno diritto di voto in assemblea. Pertanto il loro possesso non esplica alcun effetto in termini di controllo di Eni su Snam rete gas”. È vero, ma è comunque un fatto che il cerchio dell’assemblea, alla prossima riunione, sarà più stretto.
Intanto, proprio oggi, è partita la campagna di perforazione esplorativa in Alaska per lo sviluppo del giacimento di Oooguruk, contemporaneamente allo scambio di partecipazioni con Shell per l’esplorazione congiunta del mare di Beaufort.
Da segnalare ancora c’è che Gazprom in questi giorni ha raddoppiato il prezzo del gas venduto alla Georgia, minacciando lo stop delle forniture da gennaio. E ha promesso di ritirare la misura se la Georgia cederà alla società alcuni asset. Insomma, forse è il caso che l’Italia non finisca in una posizione analoga a quella della Georgia. I russi non sono noti per la loro indulgenza.
Eni, utile netto +3,5%
10 nov 2006 - 13:10 - #1[…] Il mercato mostra di apprezzare questi risultati e intorno alle undici e trenta porta il titolo a quota 24,74, con una crescita dell’1,77%. C’è attesa intorno a questa società, per l’accordo con la russa Gazprom, con la quale è in fase di negoziato. Potrebbe entrare anche Tenaris entra nella partita, verso cui i russi hanno manifestato un certo interesse. Eni rimarrà al centro dell’attenzione sicuramente ancora per un paio di settimane. postato da Yattaman il venerdì 10 novembre 2006 in: […]