
I tedeschi ci hanno pensato bene su e hanno deciso che se le condizioni rimangono quelle attuali, per loro la fusione si può fare. Parliamo del gigante dell’energia E.On che tenta l’arrembaggio della spagnola Endesa da diversi mesi. Stando così le cose, la transazione dovrebbe avvenire per 35 euro ad azione. In un primo tempo gli spagnoli si erano chiusi a riccio e la faccenda era stata affrontata ai massimi livelli e discussa a più riprese anche tra Zapatero e Merkel.
Per scongiurare la possibilità che Berlino mettesse le mani sull’energia spagnola Madrid aveva imposto 19 condizioni capestro per dare il suo ok. Era stato il Cne, la commissione spagnola dell’energia, a dare il via libera all’offerta tedesca imponendo le sue regole. In particolare era necessaria la cessione di alcune delle centrali di generazione, tra i più importanti asset della società. Questo le è valso l’attenzione di Bruxelles, che è stata piuttosto dura, finché il governo non ha fatto marcia indietro, lasciando sul terreno soltanto due condizioni.
E.On a fine settembre aveva rilanciato con un’offerta di quasi il 40% maggiore di quella precedente. D’altra parte Endesa è proprio un buon boccone e lo dimostra l’ultima brillante trimestrale pubblicata a fine ottobre.
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