
Sicuramente lasciare la vicepresidenza della Intesa San Paolo dopo aver combattuto strenuamente per questo difficile ponte fra Torino e Milano non deve essere stato facile. Certo la nuova poltrona di Alfonzo Iozzo è importante: la Cassa depositi e prestiti, ossia la cassaforte di stato per eccellenza, una società che ha in portafoglio il 35% di Poste italiane, il 10% di Stm, il 10% di Enel, il 30% di Terna per parlare solo delle più note.
Iozzo lavorava nell’universo San Paolo dal 1961, ossia da 45 anni, ma il passo forse non è stato così lungo. La Cassa depositi e prestiti, infatti, è partecipata al 30% da un folto gruppo di fondazioni fra cui anche la Compagnia di San Paolo, che è l’azionista più importante della San Paolo-Imi e di cui Iozzo è stato segretario generale.
Si tratta certo di una quota di minoranza, se si considera che una sessantina di fondazioni si dividono il 30%, mentre il resto è del ministero dell’Economia, ma comunque indica una vicinanza e un potere più che numerico se si considera che spesso i giornalisti intervistano anche le fondazioni in merito alle scelte della Cassa depositi e prestiti e che diversi membri del board vengono da quel mondo. Di certo l’elezione tutta romana di Iozzo per una delle maxi poltrone pubbliche ha tolto qualche castagna dal fuoco e liberato a Torino una poltrona importante. Da un bell’articolo sulla Stampa apprendiamo che nel management (come spesso succede) c’erano anche diversi nemici del banchiere di Torre di Ruggiero, fra di essi quel Pietro Modiano che in molti indicano come possibile successore.
Ripensandoci, alla presentazione dei piani di intesa San Paolo c’era anche Alfonso Iozzo a parlare: visto che sembra che nessuno sapesse della possibilità di questa nomina governativa, viene da chiedersi se mentre illustrava i numeri di un progetto in cui molto aveva creduto, sapesse già che a portare avanti quel progetto lui non ci sarebbe stato.
Di certo sarà comoda anche la nuova poltrona: l’utile netto dal Cdp nel 2005 è stato di oltre 927 milioni e il margine d’intermediazione è stato di quasi due miliardi di euro. Insomma un colosso in cui sono presenti alcune delle più importanti leve economiche dello Stato. Adesso c’è da chiedersi se queste leve non andranno all’unisono in direzione di nuove privatizzazioni. Il governo Prodi e il centro-sinistra in genere in fatto di privatizzazioni la sanno lunga e di certo sarà curioso vedere come verranno gestite da questo ex banchiere di lungo corso di area diessina le Poste Italiane, che, si sa, sono delle banche italiane il più odiato e temuto avversario.
andy
20 nov 2006 - 18:17 - #1INTESA-SANPAOLO: G. STEVENS, NOMINA IOZZO A CDP È COMPATIBILE CON IL PREVISTO INCARICO A VICEPRESIDENZA DELLA NUOVA BANCA
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Torino, 20 nov - La Compagnia di SanPaolo valuta «giuridicamente non incompatibile» l’incarico di presidente della Cassa Depositi e Prestiti di Alfonso Iozzo, attuale a.d. del SanPaolo Imi con la carica di vice presidente del Consiglio di sorveglianza del nuovo gruppo Intesa-SanPaolo cui Iozzo è destinato. È quanto ha detto all’Agenzia Radiocor Franzo Grande Stevens, presidente della Compagnia, al termine della riunione del Comitato di gestione svoltasi questa mattina. Il presidente, che ha annunciato una nuova riunione del Comitato per il 27 novembre prossimo, ha affermato che oltre ai temi di ordine istituzionale, il comitato ha oggi discusso anche della vicenda relativa alla nomina di Iozzo alla Cdp e dell’implicazione che essa avrebbe sull’organigramma del consiglio di sorveglianza di Intesa-SanPaolo che sarà sottoposto all’approvazione degli azionisti nelle sedute del 30 novembre e del 1 dicembre prossimi. «Sono tranquillo e sereno l’operazione è giusta», ha osservato il presidente del SanPaolo Imi Enrico Salza secondo cui la politica non è entrata nell’operazione di aggregazione con Intesa, con la nomina di Iozzo alla Cdp. Il Comitato esecutivo della banca previsto per il 28 novembre prossimo, peraltro, non dovrebbe affrontare la situazione di Iozzo e neppure, quindi, quella futura di Pietro Modiano, attuale direttore generale del SanPaolo e candidato alla direzione vicaria del nuovo gruppo bancario.
Iozzo: trasformerò Cdp in superbanca
06 mar 2007 - 13:47 - #2[…] Da quanto a novembre Iozzo ha lasciato banca San Paolo, allora in fase di fusione con Intesa, per andare a guidare la Cdp, le ipotesi su un riassetto delle partecipazioni a monte e a valle dell’istituto sono state numerose. Uno dei problemi più spinosi, vera grana da risolvere per Iozzo prima di ogni correzione di rotta generale, è quella del controllo di Terna e Snam.Su questo tema i problemi si accumulano uno sull’altro: le due società delle reti dovrebbero essere separate dalle rispettive società energetiche e attualmente proprietarie (Enel ed Eni) per consentire una vera concorrenza nell’accesso alle loro infrastrutture. Possibilmente in un secondo momento Snam e Terna andrebbero fuse per aumentare l’efficienza dell’impiego delle reti grazie alle sinergie. Questa operazione dovrebbe però essere condotta evitando il rischio di una scalata da parte di qualche straniero. Su questo punto sono infatti sostanzialmente tutti d’accordo: le reti dell’energia rappresentano una struttura strategica che deve rimanere in mani nazionali. […]
camp shelbymississippi
10 dic 2007 - 15:44 - #3camp shelbymississippicamp shelbymississippi