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La Borsa in borsa? Bisogna vedere che ne pensano gli azionisti

Pubblicato: 22 nov 2006 da Ferry Boat

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Continua il boom delle borse, non solo delle società quotate, ma proprio delle piattaforme di contrattazione. In Europa, in vista del Mifid che potrebbe creare nuovi pericolosi concorrenti e trasformare questa festa in un canto del cigno facendo tramontare lo strapotere delle borse “ufficiali”, sembra che il risiko non abbia conosciuto soste da mesi a questa parte. Senza considerare le mire americane che hanno già portato alla fusione di Euronext con il Nyse: proprio ieri John Thain ha annunciato che la fusione va avanti e che la governance della nuova megaborsa a cavallo dell’Atlantico sarà paritaria, ossia avrà un board di 22 uomini divisi a metà fra rappresentanti della New York stock exchange e rappresentanti di Euronext.

Da poco si è consumato un altro attacco del Nasdaq alla borsa londinese (il Lse) e la rottura di Borsa Italiana con Francoforte per questioni di governance. Il tutto ha rispolverato vecchie ipotesi. Da un lato quella della quotazione di piazza Affari che mira a chiudere un ottimo anno con 250 milioni di fatturato e 50 milioni di utile secondo calcoli di Finanza e Mercati di oggi; dall’altro le trattative fra Francoforte e Bolsa de Madrid si sono ravvivate.

Madrid si è quotata da non molto e sta guadagnando in borsa sull’onda delle speculazioni che la vorrebbero prossima ad un’offerta tedesca. Il Governo spagnolo ha però mostrato qualche perplessità e ha votato recentemente una norma che vincola all’1% il possesso non dichiarato di azioni della piattaforma di contrattazione iberica e ha pure stabilito che, per l’acquisto di quote superiori, bisogna ricevere il via libera della Consob spagnola (la Cnmv) e del Ministero dell’Economia: come a dire qui si fa come dico io.

Intanto domani ci sarà un cda di Borsa Italiana e sembra che Massimo Capuano, amministratore delegato di piazza Affari e presidente della federazione delle borse mondiali (Wfe) e di quella delle borse europee (Fese), stia facendo un certo pressing sulle banche azioniste per dare un’accelerazione al processo di quotazione di cui è da sempre un sostenitore. Viene da chiedersi, visto che le banche azioniste hanno anche interessi in certi casi contrastanti, ci sia davvero la voglia di far crescere gli scambi di Borsa Italiana. Si tratta senz’altro di una malizia, ma è certo che nel clima surriscaldato delle borse europee una soluzione per la piccola piazza finanziaria italiana si dovrà trovare.

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1 commento

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  • Profilo di PiccoloSocrate

    PiccoloSocrate

    29 mar 2007 - 00:35 - #1
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    Salve,
    per quel che riguarda la fusione con EuroNext (per fortuna poi saltata) nel suo intervento non cita il problema della fusione degli ECNs, e di chi quindi li dovrà gestire a livello europeo (si è vociferato fossero HSBC o Goldman).
    Suggerirei inoltre un altro problema: l’analisi della liquidità dei mercati più piccoli, i listini etc..