
“Ho sempre sostenuto i contatti tra le due compagnie [Alitalia e Air France]. Al momento, però, ho molti dubbi. Vorrei capire le vere intenzioni di Air France: vuole creare un grande gruppo europeo del trasporto aereo all’interno del quale anche Alitalia ha il suo spazio o semplicemente impadronirsi del mercato italiano del trasporto aereo che è molto ricco?”. Così il premier Romano Prodi ha mostrato in un’intervista al quotidiano francese Le Figaro diverse perplessità sull’operazione franco-italiana ancora tutta da definire. Dubbi rimbalzati sulle bocche di esponenti dei diversi schieramenti politici e raccolti dal Sult, il sindacato dei trasporti, e dal segretario della Cgil Guglielmo Epifani che ha ribadito l’opinione generale con un “serve un’alleanza che non sia subalterna”.
In effetti le condizioni dei francesi che oggi il Sole 24 Ore anticipa - e che la compagnia Alitalia non ha smentito - sarebbero durissime. Sul lungo raggio, quello su cui molti osservatori indicano come l’unica direttrice per lo sviluppo del gruppo e su cui puntano le massime compagnie mondiali per il futuro, l’azienda italiana dovrebbe ridurre la propria flotta già sottodimensionata a 29 aerei di altri 3 velivoli. Sul medio raggio la flotta da 156 aerei dovrebbe scendere a 136.
Il risultato? Perderebbero il posto 160 piloti e 400 o 500 assistenti e Alitalia diventerebbe una compagnia di provincia che scarica tutti i ricchi voli intercontinentali su Parigi o Amsterdam a favore di Air France-Klm. In effetti, come qualcuno ha notato, non è nella tradizione di Air France operare dei tagli di personale: non lo fece neanche dopo la fusione con Klm; ma adesso la situazione di Alitalia è drammatica e sicuramente delle scelte dolorose dovranno comunque venire. Varrà la pena sacrificare a Parigi le possibilità di crescita di Alitalia?
Dell’architettura di questa combattuta operazione rimane però ancora tutto troppo vago, anche perché le trattative sono tuttora in corso. Si era ipotizzata una fusione con AirOne, ma i problemi di antitrust che potrebbero sorgere e soprattutto le differenze di carattere industriale tra le due compagnie non hanno convinto diversi osservatori. Il vice ministro dell’Economia Vincenzo Visco consigliava proprio questo incesto fra la più grande compagnia pubblica e la più grande compagnia privata del mercato italiano. Suggerivano le nozze quei 30 Air Bus A320 (aerei di medio raggio) acquistati a prezzo scontato (30 milioni ciascuno contro i 35 di listino) con la possibilità di optarne altri 60. In effetti farebbero molto comodo alla compagnia guidata da Giancarlo Cimoli. Il problema è che AirOne dovrebbe senz’altro rinunciare ad alcune rotte per ridurre le sovrapposizioni con Alitalia, che già da sola ha per esempio oltre il 44% di quelle su Linate (il 67% insieme a Volare). In secondo luogo la fusione comprimerebbe il mercato interno e non darebbe spunti di crescita sui mercati internazionali se non il brusco cambiamento di alleanza che porterebbe Alitalia, con l’adesione a Star Alliance, nell’orbita di Lufthansa invece che di Air France (che invece fa parte di Sky Team).
Insomma a quanto pare Alitalia è ancora fra l’incudine e il martello. L’unica speranza è che il Governo o Giancarlo Cimoli riescano a strappare condizioni più favorevoli. Poi si tratterà di scegliere il male minore.
Alitalia guadagna oggi circa oltre il 3% e anche nei giorni scorsi, in seguito ai vari rumors su trattative con gruppi internazionali il titolo ha chiuso le contrattazioni spesso all’insegna del toro: negli ultimi sette giorni il titolo della compagnia di bandiera ha guadagnato circa il 27,4%.
In effetti fra ieri e oggi, però, un segnale concreto, al di là dei rumors, si è avuto, eccome. Si tratta di un messaggio diretto alla compagnia da Jean-Cyril Spinetta, il presidente e amministratore delegato di Air France-KLM che ha confermato l’esistenza di un dossier Alitalia e di trattative in corso. La compagnia italiana stamane ha confermato, pur sottolineando che si tratta di una fase iniziale e non esclusiva di dialogo con l’alleato francese. In poche parole i due si studiano e quello che si profila assomiglia più a un braccio di ferro, che a una cerimonia di nozze.