
Dopo un’apertura di seduta che sembrava eccitata dalle indiscrezioni di un importante quotidiano finanziario Cattolica ritorna in territorio negativo perdendo qualche decimo di punto percentuale. Il rumor riguardava l’acquisizione di Nuova Tirrena, la compagnia da 780 milioni all’anno di raccolta che il Toro ha portato nel perimetro di Generali. In mattinata il management della compagnia veronese ha messo le mani avanti: è ancora presto per parlare di iniziative specifiche, anche se è vero che il piano industriale prevede la crescita per linee esterne.
In effetti sicuramente la fine delle trattative di Cattolica con la Popolare di Verona e Novara e della collaborazione con Bpv Vita ha portato un po’ di trambusto, senza considerare che il titolo ha subito un impatto notevole, con un brutto gap ribassista giunto dopo quattro giorni di ribassi; quello stesso giorno i prezzi hanno infranto la media mobile a 200 sedute. Adesso il titolo sta tentando la nuova resistenza di area 43,5, il superamento della quale potrebbe indicare una ricopertura del gap e il cancellamento di quell’inversione di tendenza ribassista che il terremoto degli ultimi giorni ha provocato.
Le incertezze rimangono, però, anche da un punto di vista più prettamente industriale e qualcuno pensa che i prossimi alleati siano del nuovo gruppo Bpu-Lombarda: Cattolica, infatti, ha già realizzato una joint venture con Lombarda in Lombarda Vita. Alcuni aiuti potrebbero venire anche dai soci spagnoli. La Mapfre e Findim group, come noto alleati e azionisti delle assicurazioni veronesi con una soglia del 2% (il massimo possibile in una cooperativa assicurativa come Cattolica) hanno, infatti, appoggiato l’aumento di capitale da 500 milioni che potrebbe proprio portare a nuove conquiste. Sempre secondo MF, il quotidiano di cui sopra, ci sarebbero stati anche dei contatti per rilevare Ara del gruppo Aci che sarebbero poi abortiti. Di certo qualche spunto nuovo al titolo cattolica potrebbe fare molto bene.