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Credit Agricole, sull'asset management non c'è Intesa

Pubblicato: 11 dic 2006 da Ferry Boat

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Si muovono bene Intesa e San Paolo, fra lo 0,8 e lo 0,7% sul listino milanese, complice una settimana bene aperta bene per piazza Affari. Ma non tutto procede a gonfie vele. Dopo i sempre più burrascosi rapporti con Santander che ha da subito rifiutato ogni brindisi per un banchetto al quale non era evidentemente stato invitato (almeno non con gli onori che avrebbe desiderato), anche il Credit Agricole, gestiti i rapporti con le due banche in maniera assai più morbida e vantaggiosa, si prepara per prendere le distanze da Intesa San Paolo.

Già qualcosa si poteva intuire dalla decisione dei francesi di ridurre la propria quota nel capitale di Intesa San Paolo dal 9% previsto postfusione al 5% entro la fine del 2007. Ora è giunta la conferma che anche il progetto di una società di gestione del risparmio di livello europeo con sede a cavallo fra l’Italia e la Francia è probabilmente abortito. George Pauget, direttore generale del Credit Agricole, ha infatti dichiarato: “La questione nel suo complesso mi fa pensare che i rischi operativi, soprattutto in un contesto di grandi cambiamenti strutturali derivanti dalla fusione tra Intesa e Sanpaolo, non siano trascurabili e oggi ritengo che sia improbabile realizzare questo progetto”. In soldoni l’idea della super sgr franco-italiana pronta per la conquista dell’Europa sembra proprio morta. La banca milanese ha un 65% della sgr che le deriva dalla convergenza di Nextra in Caam stessa e adesso probabilmente se le riprenderà per portarle più vicine a San Paolo asset management e nella confusa orbita di Eurizon.

Insomma c’eravamo tanto amati, ma ormai le nostre strade si dividono.

In qualche maniera le dichiarazioni di Corrado Passera che qualche giorno fa aveva affermato che Intesa San Paolo aveva comunque la forza di crescere autonomamente nel settore dell’asset management erano state presaghe. Ora la Francia si fa sempre più lontana, anzi sempre più avversa, visto che il nuovo polo creato con Cariparma e Friuladria sarà un concorrente in Italia della stessa Intesa San Paolo e che i target che la banca francese ha annunciato per il suo polo italiano sono di tutto rispetto. Il nuovo polo italiano del Credit prevede infatti per il 2010 un utile netto di 609 milioni, un utile operativo da 971 milioni e un rapporto cost income al 43%, quindi inferiore alla media italiana. La concorrenza quindi cresce e quei 663 sportelli complessivi in Italia ottenuti sommando alle neocontrollate Friuladria e Cariparma altre più spicciole eredità di Banca Intesa daranno probabilmente i loro fastidi ai competitor, Intesa San Paolo compresa. La battaglia per l’asset management invece, oltre a riproporre la quotazione di Eurizon, finirà per diventare sempre di più una battaglia europea.

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