
Alitalia al palo della borsa e delle trattative sul suo futuro anche oggi riempie le pagine dei maggiori quotidiani finanziari. Si può leggere praticamente di tutto sul caso, anche se poi i soggetti coinvolti nell’operazione preferiscono più spesso tacere in un momento tanto delicato. Entro giovedì o venerdì il ministero dell’Economia – il venditore del pacchetto di controllo - dovrebbe comunicare al mercato i nomi degli advisor per l’operazione. Voci - non confermate dal Ministero - parlano di dieci banche d’affari che avrebbero presentato entro ieri la loro offerta: circa la metà di quante ne avrebbe contattate il Tesoro. Nel pacchetto Morgan Stanley, Merrill Lynch, Citigroup, Rothschild e le italiane Mediobanca, Unicredit e Capitalia: altre primarie banche d’affari avrebbero rinunciato alla loro candidatura per via dei possibili conflitti d’interesse.
Intanto si continua a parlare del più probabile candidato all’acquisto di Alitalia, ossia AirOne, la compagnia del gruppo di Carlo Toto. Per celebrare queste nozze sponsorizzate dai Ds il Governo sembra disposto a emanare un decreto che eviti di cadere in problemi di Antitrust; a uscire dall’alleanza con Air France (Sky Team) con un esborso da 180 milioni (lo ha dichiarato il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi); a chiudere un occhio sulla situazione finanziaria di un gruppo (quello di Toto) che, secondo quanto scritto oggi da Fabio Pavesi sul Sole 24 ore, “è da un triennio che lavora con capitale netto negativo […] Una situazione segnalata dai revisori e giustificata dalla società con operazioni infra-gruppo”.
Il problema di AirOne rimane quello dei debiti per 196 milioni di euro, ai quali non fa fronte un patrimonio adeguato. Comunque sia se, come pare sempre più probabile, Toto lancerà un’offerta su Alitalia, di certo sarà spalleggiato da qualche grossa banca che alleggerirà il rischio dell’operazione. Da tempo si parla di Intesa come partner per l’affare. Certo nessuno può negare le capacità manageriali di Carlo Toto che dal nulla ha creato un gruppo che fattura quasi mezzo miliardo; ma di certo ancora molti degli investimenti fatti in passato pesano ancora sulle spalle di AirOne.
Ai lati dell’ipotesi AirOne altri soggetti sono stati indicati come possibili interessati. Per esempio i De Benedetti in questo scenario appaiono divisi: se il fondo Carlyle guidato in Italia da Marco De Benedetti smentisce ogni interessamento al dossier Alitalia, l’impero che fa capo a suo padre Carlo De Benedetti potrebbe studiare un’offerta tramite la controllata Management & Capitali, che ha come socio anche Diego Della Valle. In cordata con l’Ingegnere potrebbe scendere Emirates, ma dalla sede di M&C negano l’esistenza di valutazioni e trattative in merito. Nel frattempo il Governo, secondo quanto riportato oggi dal quotidiano Finanza & Mercati starebbe valutando l’ìopportunità di procedere a un commissariamento della compagnia per sostituire Giancarlo Cimoli cono un uomo più gradito come Giovanni De Giovanni. Sulla possibilità e la convenienza di applicare la legge Marzano ad Alitalia non ci sarebbe però ancora accordo.