Crt adottata da Unicredit-Capitalia dentro Mediobanca

pubblicato: mercoledì 13 dicembre 2006 da Yattaman

Con una spesa di “poco oltre 40 milioni di euro” la fondazione Crt sarebbe entrata nel capitale di Mediobanca con lo 0,5% del capitale. Lo scrive Il Messaggero, specificando che l’ente torinese sarebbe “pronto a crescere ancora, almeno fino all’1%”.

L’uomo forte dietro l’operazione sarebbe Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredito (Crt è secondo azionista di Unicredito col 4,9%) e consigliere di Mediobanca. Secondo Il Messaggero, poi, hanno pesato gli ottimi rapporti tra il presidente di Mediobanca Gabriele Galateri di Genola e la fondazione torinese: Galateri infatti è consigliere della Cassa di Savigliano, controllata proprio dalla fondazione Crt.

Sullo sfondo i movimenti delle banche di quest’ultimo periodo: l’avvicinamento di Capitalia e Unicredit, i due maggiori azionisti di Mediobanca, che qualche voce vedrebbe orientate ad una possibile fusione, potrebbe rappresentare un asse anti Intesa-San Paolo e interessato alla bancassurance di Generali. L’eventuale nuovo soggetto naturalmente sarebbe appoggiato da Mediobanca, che ne sarebbe sostanzialmente controllata. Tanto più che il patto di piazzetta Cuccia, governato poi sostanzialmente dal primo gruppo (in tutto ci sono tre gruppi) che controlla il 21,7% (oltre Capitalia e Unicredit che insieme arrivano al 18%, ci sono anche Mediolanum e Commerzbank), scadrà il primo luglio 2007. Un merge di capitalia e Unicredit butterebbe nel mucchio un pesante monolito, in grado di attirare nella sua orbita parecchie altre realtà bancarie. Vista in questa luce la mossa di Crt potrebbe significare un posizionamento strategico in vista del prossimo scenario.


Poi la vicenda di Generali, su cui si rincorrono gli acquisti da qualche settimana, denuncia qualche movimento sotterraneo ancora poco chiaro. L’unica cosa certa per ora è che sia Mediobanca-Capitalia-Unicredit che Intesa-San Paolo hanno approvato la permanenza di Antoine Bernheim alla presidenza del gruppo assicurativo. Non solo infatti Cesare Geronzi (presidente di Capitalia e vice presidente di Mediobanca) ha detto che “sta bene dove sta”, ma il nuovo colosso torinese-milanese lo ha anche cooptato per la vicepresidenza. Insomma, mentre i due big si giocano i bocconi grossi, i pesci piccoli cercano di scegliere per tempo da che parte stare.

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