Ligresti dentro San Paolo verso un futuro incerto

pubblicato: venerdì 15 dicembre 2006 da Yattaman

Ligresti mette un piede in San Paolo. Fonsai, la società controllata dall’imprenditore siciliano, conquista l’1% del capitale di San Paolo Imi. Considerando la sua partecipazione dello 0,73% in Banca Intesa, diventa di fatto uno dei principali soci privati del nuovo soggetto Intesa San Paolo. Facendo i conti sul concambio di 3,115 azioni Intesa contro una di San Paolo Ligresti si ritrova in tasca lo 0,82% del nuovo colosso del credito italiano.

L’operazione di Salvatore Ligresti si gioca sullo stesso tavolo dal quale Mps si è defilata vendendo la sua partecipazione in Generali. Il nocciolo della questione sembra essere sempre là: a Trieste. Ligresti, infatti, si butta con questa mossa sulla cordata Intesa San Paolo contrapposta a Mediobanca, che nei prossimi mesi si giocheranno il dominio di Generali.


Dentro Intesa Generali è presente col 7,5% (seconda solo ai francesi di Credit Agricole col 15%), mentre ha anche il 2,5% di San Paolo. L’incidenza del gruppo di Trieste nel nascente colosso bancario è perciò sicuramente di primo piano. Dunque il controllo di Generali per il gruppo torinese-milanese non è solo un problema di posizionamento nel mondo della bancassurance, ma anche un fatto di indipendenza. La paura naturalmente, è quella della grande vecchia della finanza italiana: Mediobanca. Piazzetta Cuccia controlla per ora il Leone con una maggioranza relativa del 13,6%, ma domani chissà.

Si tratta di un dominio contro cui Giovanni Bazoli sta muovendo le sue pedine. Il presidente di Intesa, che ha passato i suoi anni migliori a rimettere in piedi i cocci del fallito Banco Ambrosiano di Calvi, smarcandolo proprio dalla Mediobanca di Cuccia, non può permettere che il frutto di tanto lavoro, la costruzione che mattone dopo mattone è giunta al progetto della maggiore banca italiana, finisca per essere di nuovo assorbita nel perimetro della grande regista della finanza italiana.

Qualche giorno fa Crt ha deciso di buttarsi con la squadra di piazzetta Cuccia. Ieri Mps ha deciso di farsi un po’ indietro, tenendo il presidio dei voti dentro Generali (in appoggio a Unicredit e Capitalia), ma rinunciando alla propria partecipazione.

Ora la nuova mossa di Ligresti. Che cosa vuol dire? Ligresti ha il 4% di Mediobanca (attraverso Premafin) e ora avrà anche lo 0,82% di San Paolo Intesa. Difficile dare una interpretazione univoca. Sostanzialmente sembra più che altro un modo di tenere il piede in due scarpe.

D’altra parte è vero che Unicredit non necessariamente si muoverà all’unisono con Mediobanca. I rapporti tra Bazoli e Alessandro Profumo sono buoni e in aiuto potrebbero accorrere anche Roman Zaleski e la famiglia De Agostini.

Le grandi manovre continuano e i fronti per ora sicuramente non sono ancora quelli definitivi. Intanto Generali, dopo lo storno di ieri, guadagna altri 2 punti percentuali. Segno che l’interesse è alto e gli assestamenti procedono anche oggi.

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