
Oggi il Leone di Trieste fa qualche passo indietro perdendo circa lo 0,7% in apertura d’ottava. La tensione in vista del prossimo cambio del cda e delle mosse fra gli interessi opposti e poderosi degli azionisti di Generali non accenna, però, a scemare. L’ultima mossa è stata quella del Monte dei Paschi di Siena che ha ceduto l’1,58% del capitale del Leone agli amici di Mediobanca, mantenendo però i diritti di voto del pacchetto fino al 30 giugno 2010 e anche la facoltà di riacquistarne il 40% a quella data: piazzetta Cuccia ha così blindato ulteriormente la propria solida partecipazione in Generali e regalato a Siena una plusvalenza lorda di 223 milioni a fronte di un versamento complessivo di circa 700
milioni di euro.
Adesso ci si interroga sulle future mosse della variegata compagine azionaria di Trieste. Per esempio un articolo di sabato parla del Santander (che oggi perde a Milano circa lo 0,6%): lo scontento della Santa Intesa potrebbe puntare a qualche risarcimento “leonino”. In effetti già Ana Botin (in foto), figlia del presidente del Santander Emilio Botin, è già membro del consiglio di amministrazione di Generali grazie a quella partecipazione dell’1,4% circa sul capitale sociale (ma del 2,5% sul capitale delle azioni vincolate dal patto) che lo stesso Santander ha in Mediobanca tramite la holding Santusa.
In poche parole Mediobanca attualmente ha ormai più del 15% del capitale di Generali e anche il suo (piccolo) azionista spagnolo potrebbe voler dire la sua, senza considerare che una certa amicizia lega Botin senior al megapresidente Bernheim. A quanto pare non solo gli italiani dunque scalpicciano nel cda triestino: resta però da vedere se la partita intorno alla Cassaforte d’Italia lascerà qualcosa anche per loro.