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Aem-Asm, il concambio delle discordie

Pubblicato: 19 dic 2006 da Ferry Boat

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Riceviamo da Cesant e con piacere pubblichiamo

Dopo la stesura del nuovo piano industriale per l’integrazione presentato ieri ai due cda coinvolti dai rispettivi advisor (Jp Morgan e Mediobanca per Milano e Banca Intesa e Merrill Lynch per Brescia), è tornata di attualità la discussione sulla fusione Aem Milano-Asm Brescia. I tempi, però, sembrano lunghi e di governace e di concambio se ne parlerà dopo le feste (presumibilmente a primavera inoltrata, magari quando saranno un po’ più chiari il quadro politico e quello giudiziario).

Si parla però già di un concambio alla pari, ma qualcuno fa notare che Milano ha un peso “politico” maggiore di Brescia-Bergamo. D’altra parte entrambe le società sono molto interessate a concludere la fusione: creando un nuovo grande soggetto sarà più facile contrattare sul mercato e le sinergie saranno tanto maggiori quanto più grandi saranno le reti aziendali in gioco.

È anche vero però che Brescia (Asm) quota con uno sconto rispetto a Milano (il p/e di Brescia è 11. Quello di Milano è 15: poco se rapportato ai 26 di Hera e ai 20 di Acea, ma sempre un buon 35% in più di Brescia).

In teoria quindi il concambio dovrebbe favorire Asm di almeno un 30%, il che suggerisce di vendere le azioni Aem e comprare le Asm. Naturalmente il 30% è un margine elevato, su cui difficilmente si troverà un accordo. Si potrebbe però sperare almeno in un 15/20%.

Rimandare a dopo le feste le decisioni è di sicuro la soluzione migliore, anche in attesa delle decisioni di Bruxelles sullo statuto di Aem Milano: cosa succederebbe se l’Europa lo bocciasse? Il sospetto è che i tempi saranno ben più lunghi delle feste di Natale.

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