
Riceviamo da Cesant e con piacere pubblichiamo
Dopo la stesura del nuovo piano industriale per l’integrazione presentato ieri ai due cda coinvolti dai rispettivi advisor (Jp Morgan e Mediobanca per Milano e Banca Intesa e Merrill Lynch per Brescia), è tornata di attualità la discussione sulla fusione Aem Milano-Asm Brescia. I tempi, però, sembrano lunghi e di governace e di concambio se ne parlerà dopo le feste (presumibilmente a primavera inoltrata, magari quando saranno un po’ più chiari il quadro politico e quello giudiziario).
Si parla però già di un concambio alla pari, ma qualcuno fa notare che Milano ha un peso “politico” maggiore di Brescia-Bergamo. D’altra parte entrambe le società sono molto interessate a concludere la fusione: creando un nuovo grande soggetto sarà più facile contrattare sul mercato e le sinergie saranno tanto maggiori quanto più grandi saranno le reti aziendali in gioco.
È anche vero però che Brescia (Asm) quota con uno sconto rispetto a Milano (il p/e di Brescia è 11. Quello di Milano è 15: poco se rapportato ai 26 di Hera e ai 20 di Acea, ma sempre un buon 35% in più di Brescia).
In teoria quindi il concambio dovrebbe favorire Asm di almeno un 30%, il che suggerisce di vendere le azioni Aem e comprare le Asm. Naturalmente il 30% è un margine elevato, su cui difficilmente si troverà un accordo. Si potrebbe però sperare almeno in un 15/20%.Rimandare a dopo le feste le decisioni è di sicuro la soluzione migliore, anche in attesa delle decisioni di Bruxelles sullo statuto di Aem Milano: cosa succederebbe se l’Europa lo bocciasse? Il sospetto è che i tempi saranno ben più lunghi delle feste di Natale.