Logo Blogo

Euronext-Nyse, ad Amsterdam gli azionisti dicono di sì

Pubblicato: 19 dic 2006 da Ferry Boat

Commenti dei lettori

euronext nyse borsa italiana deutsche boerse fusioni acquisizioni capuano theodore

Alla fine gli azionisti di Euronext, hanno detto sì, anzi yes, all’offerta americana. Il Nyse (New York Stock Exchange) aveva messo sul piatto 10,9 miliardi di euro per la maxiborsa europea che riunisce le piazze finanziarie di Parigi, Amsterdam, Lisbona e Bruxelles: un’offerta molto difficile da rifiutare. Gli azionisti di Euronext hanno in larghissima maggioranza sposato la causa per cui l’ad francese Jean-Francois Theodore si era tanto speso nei mesi scorsi: il 98,2% dei presenti all’assemblea di stamattina (c’era poco meno del 65% del capitale di Euronext) ha dato il via libera all’acquisizione.

In molti davano ormai per scontate queste nozze, anche se qualcuno non ha trattenuto amarezza e dissenso per quello che è letto da molti come il trasferimento di una pezzo importante delle borse europee a New York. Per esempio Dexia, importante azionista di Euronext, aveva annunciato alla vigilia dell’incontro di oggi di volere votare contro il progetto americano: il suo amministratore delegato teme la nascita di “America Next”.

Domani toccherà all’assemblea del Nyse deliberare in merito alle nozze transatlantiche. Intanto oggi Jean-Francois Theodore non ha perso tempo e ha subito mandato un messaggio a Milano: “Se Borsa Italiana vuole unirsi… la porta è ancora aperta”. In effetti in passato i colloqui con palazzo Mezzanotte non erano mancati e, dopo la brusca interruzione delle trattative fra piazza Affari e Deutsche Boerse, l’ad Massimo Capuano aveva probabilmente fatto qualche pensierino sul nascente colosso borsistico intercontinentale. È bene comunque precisare che gli ultimi segnali di Borsa Italiana vanno in un’altra direzione e il prossimo 21 dicembre l’assemblea degli azionisti è chiamata a votare le modifiche del regolamento interno che potrebbero permettere la quotazione della società. Un progetto da sempre caro a Capuano che però adesso sembra soprattutto una mossa difensiva in uno scenario dove sono sempre più spesso degli inarrivabili giganti i protagonisti.

Da segnalare infine che il London Stock Exchange ha rifiutato anche l’ultima offerta del Nasdaq che, per quanto generosa, è sembrata ai vertici londinesi ingenerosa. Il board della corteggiatissima borsa della City, per tirare gli azionisti dalla sua parte, ha deciso di aumentare del 50% il valore dei dividendi che saranno distribuiti agli azionisti. Ma i multipli ai quali era valutato l’Lse sono stati giudicati troppo bassi in confronto ai tassi di crescita vertiginosi che la borsa inglese ha raggiunto nell’ultimo anno.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
0 commenti

Commenti dei lettori

Inserisci per primo un commento a questo articolo.