
Meglio amici che nemici. L’ultimo rumor su Alitalia riguarda l’irriguardoso Ingegnere che al Governo amico ha detto no, io Alitalia queste condizioni non me la compro. A quanto suggerisce Alessandro Graziani sul sito del Sole 24 Ore oggi, Carlo De Benedetti avrebbe cambiato idea, o almeno starebbe valutando l’ipotesi di allearsi ad Air One in una cordata con Banca Intesa. Ovviamente il veicolo sarebbe la società ad hoc costituita da De Benedetti qualche tempo fa insieme a Diego della Valle e ad altri sostenitori proprio per salvare aziende in crisi come la nostra compagnia di bandiera. Alla maxicordata portebbe partecipare anche la compagnia Emirates che si dice abbia tenuto contatti con De Bnedetti in merito al dossier Alitalia.
L’operazione è più che consistente - si parla di circa 1,4 miliardi di euro - e questo concorrente riscuoterebbe anche le simpatie dei Ds che si dice siano vicini a Carlo Toto, patron di AirOne. Ovviamente si tratta ancora una volta di un pettegolezzo che difficilmente avrà conferme prima del bando ufficiale per la vendita di Alitalia. Le condizioni di questa cessione di almeno il 30,1% della compagnia non sono ancora chiare e quanto scritto sull’ormai datato comunicato del ministero dell’Economia sembra sempre più un’indicazione vaga. Lo stesso Tommaso Padoa Schioppa ha tagliato via i tre paletti del bando e parlato solo della necessità di un importante piano industriale e della conquista dell’intero pacchetto del 30,1% di Alitalia ossia dell’opa da parte dell’offerente su tutto il capitale.
A quanto pare il pressing della finanza nostrana ha funzionato, oppure il timore che nessuno presentasse offerte all’advisor Merrill Lynch era concreto. Difficile da valutare una cosa tanto grossa, anche perché l’idea di una maxicordata italiana che parta da De Benedetti e arrivi ad AirOne, se per la presenza di quest’ultimo sicuramente richiederà delle modifiche alle norme Antitrust (come già annunciato dall’Autorità qualche tempo fa), suggerisce anche che un accordo le diverse voci dell’Esecutivo l’abbiano trovato. Il futuro della compagnia rimane incerto, le scelte sui livelli di occupazione probabilmente saranno in carico all’offerente e il piano industriale presentato dovrebbe essere, più del denaro, la carta vincente per rilevare la malmessa compagnia di bandiera. Probabilmente anche il futuro hub, fra Malpensa e Fiumicino, sarà scelto da chi vincerà la gara per Alitalia. Roberto Formigoni, governatore della regione Lombardia vorrebbe dire la sua, ma la questione sembra ormai nelle mani del Governo. Difficile dire anche se il fatto che Intesa sia stata assistita da Merrill Lynch in una maxi emissione da 650 milioni di euro “finalizzata alla copertura e alla gestione dinamica del rischio dell’esposzione nel settore aereo” (in cui la banca milanese ha molti interessi) possa garantirle un occhio di riguardo. Ma forse questa è solo una malizia.