
Gli Agnelli si buttano sul mercato immobiliare Usa. Una scelta strana in un momento in cui tutti stanno alla finestra sperando di non rimanere travolti dall’uragano dello scoppio della bolla che tutti si aspettano. Ma la cosa “non ci preoccupa - spiega John Elkann, vicepresidente di Ifil - perché la società fa fatturato sull’intermediazione e non acquisisce rischio diretto comprando immobili”.
La società in questione è la Cushman & Wakefield, leader nel mercato Usa dei servizi immobiliari. Ieri l’ad di Ifil (la storica cassaforte degli Agnelli che ha in portafoglio il 30% di Fiat) Carlo Sant’Albano ha annunciato l’acquisizione del 67,5% del capitale di C&W dal gruppo Rockfeller (che già in passato hanno concluso diversi afari con la famiglia degli Agnelli) per 563 milioni di dollari, pari a 430 milioni di euro. La chiusura dell’accordo è prevista per la fine di gennaio, scadenza entro la quale il gruppo torinese potrà esercitare anche un’opzione sull’acquisto di un ulteriore 8,1% della società.
Per quanto riguarda C&W, l’acquisizione non dovrebbe pesare sui conti della neoacquisita: “Non comporta indebitamento per la società perché vogliamo consentire la crescita organica e attraverso acquisizioni”.
Intanto, a seguito dell’ops di Sequana Capital lanciata lo scorso settembre la partecipazione di Ifil nella finanziaria francese è scesa dal 52,68% al 48,88%. D’altra parte, però, la cassaforte degli Agnelli ha accresciuto la propria partecipazione della svizzera Sgs (quotata alla borsa di Zurigo) fino al 13,6%.
Insomma, che dire, coraggio non ne manca. Auguri.
Visti da Lontano
22 dic 2006 - 00:19 - #1Si avvicina il passaggio del testimone tra Montezemolo e John Elkann"Elkann diventa grande" è il titolo che il Financial Times, nella rubrica European View, dedica all'erede designato della famiglia Agnelli, John Elkann.Lo spunto per l'articolo è dato dalla acquisizione da parte di Ifil, la cassaforte degli Agnelli, della società americana di…
ulissedb
30 dic 2010 - 21:10 - #2Frode brevettale da Fiat. La tecnologia ibrida doppia frizione con motore elettrico nel mezzo è stata “mutuata” da un brevetto che la Fiat non ha mai voluto acquistare, ma soltanto spudoratamente copiare. Questa soluzione ibrida sarà un’architettura basica nel programma automobilistico elettrico e ibrido della Chrysler. Invito nel mio blog dove “vitalità” e disinvoltura dei progettisti Fiat appaiono in piena evidenza: http://propulsoreibridosimbiotico.blogspot.com/. Se le industrie possono permettersi impunemente di copiare le idee, in quanto per difenderle occorrono cause costosissime, a cosa servono i brevetti? Come difendere i diritti degli inventori privati? Come possono i nostri giovani trovare coraggio intellettuale se i potentati economici schiacciano i diritti dei singoli? Se vi accingete a richiedere un brevetto oppure proporlo ad un’azienda, la mia esperienza con la Fiat può esservi utile per muovervi con migliore circospezione. (Non è spam! Per favore, non bloccate questo post) Grazie e buon tempo a tutti! Ulisse Di Bartolomei