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Banco Popolare, per Lodi e Verona buy back da 830 mln

Pubblicato: 20 dic 2006 da Ferry Boat

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Un buy back da oltre 830 milioni che infiamma i promessi sposi a cavallo fra Lodi e Verona: questa l’idea che danno i guadagni di oltre il 2% per Bpi e Bpvn e un comunicato price sensitive diramato dai due istituti in via di fusione stamattina. D’altro canto le quote che i due cda hanno deciso di ricomprare nelle rispettive banche sono imponenti e potrebbero raggiungere il 5,4% per ciascuna delle due banche.

Per Bpi si parla di un massimo di 37 milioni di titoli (che però ha già in portafoglio 4,6 milioni di azioni) riacquistati dalla banca di Divo Gronchi sul mercato. Il prezzo sarà compreso tra i tre euro nominali e il 15% in più della media dei prezzi negli ultimi tre giorni precedenti l’acquisto. Oggi il titolo viaggia a 10,7 euro per azione e ai prezzi degli ultimi tre giorni si potrebbe quindi arrivare a vendere il titolo sopra i 12 euro. Insomma una forchetta decisamente ampia, ma è decisamente probabile che il prezzo finale si attesti nella parte più alta: bisogna però specificare che il buy back è previsto fra marzo e luglio 2007 e che quindi ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che una media a tre giorni abbia un senso.

Sul lato invece della Banca Popolare di Verona e Novara (che a differenza della lodigiana non ha praticamente nessuna azione propria) l’acquisto potrebbe essere diretto a 20,4 milioni di azioni. Oggi il titolo della Bpvn viaggia sopra 21,5 euro per azione. Quindi ai prezzi degli ultimi tre giorni, ipotizzando una chiusura di oggi su questi livelli, il titolo potrebbe raggiungere quota 24,3 euro per azione. Va però sottolineato che il buy back fa parte del nuovo capital management plan predisposto per il Banco Popolare (questo il nome del piccolo gigante che nascerà dalla fusione) dai due corrispettivi consigli di amministrazione. In ogni caso la novità ha riscaldato le prospettive degli analisti che continuano a dimostrarsi sempre più ottimisti sul futuro del nuovo Banco Popolare.

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