Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Il campo da gioco è eccellente e prestigioso, si tratta di Generali, il gigante delle assicurazioni che in queste settimane è divenuto terreno di scontro fra i big della finanza italiana. Una partita importante, che coinvolge in vario modo tutti i pezzi da novanta della nostra economia e che ha registrato l’ultimo strappo martedì scorso quando, al consiglio di Mediobanca che è il maggiore azionista di Generali con oltre il 14,1% del capitale, Alessandro Profumo (Unicredit) ha alzato la voce. Perché Mediobanca ha acquistato a termine l’1,58% di Generali da Mps? Unicredit è il secondo azionista di piazzetta Cuccia con il 7,7% del capitale dell’istituto in portafoglio, quindi le proteste di Profumo non possono di certo essere cadute nel nulla. Di certo la cosa non è finita lì visto che un aggiornamento della compagine azionaria di Generali appena pubblicata sul sito della Consob rivela che Unicredit si è portata al 3,76% del capitale del Leone: un acquisto dello 0,064% soltanto, ma significativo in un clima tanto teso.
Emblematico di questa atmosfera da notte dei lunghi coltelli il fatto che la stessa Consob ha appena pubblicato l’esito di una richiesta partita il 15 dicembre scorso ai vari soci di Generali. L’Autorità guidata da Antonio Catricalà ha fatto una fotografia del Leone a metà dicembre chiedendo tutte le variazioni intervenute nei portafogli di chi ha più del 2% della compagnia. Di solito l’obbligo di comunicazione scatta solo alla soglia successiva del 5% (esclusa ovviamente quella del 2 che impone una segnalazione all’Authority): l’ultimo precedente era quello dei giorni caldi in cui Stefano Ricucci faceva ballare i titoli di Rcs.
Dalla foto della Consob si nota subito un disimpegno di Capitalia, che è passata dal 3,085 al 2,692% di Generali.
Anche la Banca d’Italia ha ridotto la propria quota (dal 4,74% al 4,467%), come la Carlo Tassara del finanziere Romain Zaleski che ha limato la propria partecipazione al 2,273% dal 2,274% precedente. In crescita invece il peso della Premafin dei Ligresti: hanno raggiunto il 2,423% acquistando uno 0,023% del Leone. Insomma ci sono grandi manovre in corso e qualcuno ipotizza già che Alessandro Profumo stia cercando di evitare un eccessivo avvicinamento di Generali al gruppo Intesa San Paolo: un avvicinamento già prevedibile con l’arrivo alla vicepresidenza di quest’ultimo di Antoine Bernheim, il grande vecchio del Leone di Trieste. Per adesso è difficile capire dove questa guerra fredda fra le architetture internazionali di Alessandro Profumo e le trame di Giovanni Bazoli (Intesa) porterà la finanza del Belpaese. Di certo il Leone ne risentirà.
cesant
22 dic 2006 - 11:25 - #1sempre che non si decida per la “spallata” finale: ridimensionamento di MedioBanca con spezzatino delle partecipazioni tra i vari soci e mantenimento delle sole attività di banca corporate e global coordinator…
Mps via da Finsoe e Hopa » finanzablog
28 dic 2006 - 13:21 - #2[…] Anche da Hopa Rocca Salimbeni vorrebbe ritirarsi in buon ordine, soprattutto se non andrà in porto la ventilata fusione con la Mittel di Romain Zaleski. Ma qui la faccenda si ingarbuglia, perché il finanziere franco polacco starebbe studiando un’operazione su Generali. Per ora, ha fatto sapere “non c’è nessuna decisione” e rimane al 2,27%. Ma la sua decisione sarà per forza di cose concordata con Giovanni Bazoli, che presiede la holding di controllo. E per il presidente di Banca Intesa sulla partita Generali si gioca la sfida con Mediobanca. […]