
Mps alle grandi manovre. Secondo il Sole 24 Ore l’istituto di credito senese ha deciso di concentrare la sua attenzione sul core business e dismettere le partecipazioni non pertinenti.
Si tratta di una riorganizzazione funzionale alla prossima scelta strategica di un partner europeo. Già individuati sette pretendenti dagli advisor Jp Morgan e Mediobanca, a gennaio si terranno le riunioni. Si tratta di Aegon, Fortis, Axa, Cnp, Predica, Talanx e Zurich. Cedere qualche importante partecipazione in questa prospettiva non potrebbe che far comodo.
Perciò, dopo l’uscita di scena da Generali con una vendita a termine del suo 1,58% di capitale (ma tenendo per sé il diritto di voto), Mps vuole rimettere ordine anche nel suo ruolo dentro Finsoe e Hopa.
Ma fino ad aprile i giochi sono un po’ bloccati: solo in primavera infatti scade il patto di consultazione tra Mps e Holmo (che fa capo alla Lega delle cooperative e ha la maggioranza assoluta di Finsoe) e Holmo potrebbe essere interessata a acquisire per sé quella quota di Finsoe. Si parlerebbe di un passaggio del 15% (e non di tutto il 27%), in modo da lasciare nella cassaforte di Siena il 12% (che corrisponde a 300 milioni, la quota che Unipol possiede in Mps).
Anche da Hopa Rocca Salimbeni vorrebbe ritirarsi in buon ordine, soprattutto se non andrà in porto la ventilata fusione con la Mittel di Romain Zaleski. Ma qui la faccenda si ingarbuglia, perché il finanziere franco polacco starebbe studiando un’operazione su Generali. Per ora, ha fatto sapere “non c’è nessuna decisione” e rimane al 2,27%. Ma la sua decisione sarà per forza di cose concordata con Giovanni Bazoli, che presiede la holding di controllo. E per il presidente di Banca Intesa sulla partita Generali si gioca la sfida con Mediobanca.
Oggi intanto si riunisce l’assemblea di Hopa per rinnovare la fiducia al’amministratore delegato Ettore Lonati, dopo la condanna di primo grado per il caso Italcase a Brescia che lo ha portato alla sospensione dalla carica.