
“Il Ministero identifica fin d’ora, quali impegni necessari e non derogabili: il mantenimento di una partecipazione al capitale di Alitalia di controllo e, comunque, non inferiore al 30,1% per un periodo di tempo congruo e coerente con il perseguimento degli obiettivi del paino industriale; la salvaguardia dell’identità nazionale di Alitalia; la garanzia di qualità e quantità del servizio offerto e di copertura del territorio”. Il bando, pubblicato stamane dal ministero del Tesoro, mette subito in chiaro quello che ci si aspetta dalla new entry che si aggiudicherà l’onore e l’onere di risollevare le sorti della compagnia di bandiera. Non solo ma, aggiunge il prospetto, dovrà possedere “un patrimonio netto proprio e, ove esistente, consolidato di consistenza non inferiore a 100 milioni di euro”. Insomma, deve averne di tasca sua, non sono ammessi i soliti trucchetti tipo comprare la società e poi scaricare su di essa il debito contratto per l’acquisto.
Ora la partita si fa rovente, visto che c’è solo un mese per farsi avanti. La novità di ieri circa un possibile interessamento del patron di Meridiana, Karim Aga Khan, sicuramente contribuisce a scaldare la situazione. Resta da capire se De Benedetti ha realmente intenzione di lasciar perdere o se le sue dichiarazioni sulle condizioni volute dal Governo erano solo un modo per tirare sul prezzo. In effetti non è un mistero che Prodi preferirebbe affidare la società ad uno dei soliti volti noti della finanza italiana, come l’Ingegnere, oppure Benetton o Colaninno, per fare qualche nome. Ma un bando aperto scatenerà gli appetiti anche di diverse compagnie straniere che da tempo attendono di fagocitare la società italiana dei voli.
Intanto stamattina il titolo guadagna sull’onda della novità il 3,97% fissandosi a quota 1,0285 euro, in netta controtendenza con quello dell’indice S&P/Mib che invece lascia sul terreno lo 0,14%.