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Enel, l'approvazione della Corte dei conti

Pubblicato: 29 dic 2006 da Yattaman

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Enel promossa dalla Corte dei conti: dopo un esame della gestione della società dell’energia nell’esercizio 2005 la magistratura dei numeri ha mostrato “apprezzamento per la politica di crescita dell’Enel sostanzialmente tendente a spostare il baricentro sui mercati internazionali”.

Secondo la corte “sempre più va indirizzandosi la strategia di espansione della corporate nella generazione e distribuzione di elettricità specie nei paesi europei già avanti nel settore (es. Spagna e Francia) oppure con prospettive di sviluppo offerte dai processi di liberalizzazione e privatizzazione (Polonia, Russia, Romania, Slovacchia) oppure in altri Paesi quali Nord America, Cile, Colombia, Brasile, Panama”.


“Si tratta - aggiunge la Corte - di importanti risultati che, unitamente alla prospettiva di dividendi per gli azionisti, costituiscono un insieme di valori da preservare nel tempo, in termini di credibilità e di affidabilità, così come la crescita della dimensione dell’Enel mediante il miglioramento del mix di generazione di elettricità, l’aumento delle energie rinnovabili, il taglio dei costi e lo sviluppo del business del gas”.

Secondo la Corte “è proseguito il perfezionamento del programma dell’Enel, in Italia ed all’estero, di concentrare le attività del Gruppo sull’elettricità e il gas, tipiche del core business, senza rinunciare ad eventuali opportunità di crescita coerenti con le linee strategiche intraprese purchè in grado di migliorare i risultati col massimizzare i profitti, ridurre i costi e mantenere inalterata la politica dei dividendi”.

Troppa grazia, verrebbe da dire. Ma non basta ancora: “L’attività dell’Enel finalizzata alla maggiore competitività sul mercato nazionale ed internazionale in base ai piani industriali, è proseguita alacremente e con tempestività mediante il piano di riconversione a carbone pulito di talune centrali”. “La validita’ di questa scelta strategica - aggiunge ancora la Corte dei Conti - appare determinante per la ripresa delle attività industriali e per favorire la presumibile riduzione dei costi del 20% atteso che, a causa dell’utilizzo di combustibili dispendiosi, il costo dell’energia elettrica italiana e’ tra i piu’ cari d’Europa”.

E qui si svela un po’ l’arcano: la Corte invita infatti Enel a espandersi sempre più all’estero, muovendosi con “maggiore attenzione nonché più equilibrata presenza sul mercato nazionale rafforzandosi, soprattutto, sul piano competitivo internazionale”.

Rimangono “taluni profili di criticità”, come l’aumento dei “costi medi totali” del personale e il rischio black out nel settore gas. Ma, insomma, esprime un “giudizio sostanzialmente positivo”.

Intanto oggi la società è entrata nella short list per la realizzazione un nuovo impianto energetico in Kossovo, che per il governo di Pristina dovrebbe rilanciare il settore energetico nazionale. Enel partecipa in consorzio con Sencap; i concorrenti sono il consorzio ceco-statunitense Cez-Aes, la tedesca Rwe Power e la cordata formata da EnBw Energie Baden Wuerttemberg e Wgi. Un affare da tre miliardi di euro per una struttura che dovrebbe avere la capacità di 1,8-2,1 gigawatt.

Ma né le lusinghe della Corte, né le prospettive balcaniche non hanno acceso i cuori degli investitori. Enel ha chiuso la seduta oggi a piazza Affari sostanzialmente in parità, in linea con l’S&P/Mib.

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1 commento

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  • energy

    02 gen 2007 - 17:51 - #1
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    Certo però intanto nel resto d’Europa ci mettono i bastoni fra le ruote, crescita notevole ma per necessità. Rimangono i problemi del mix corretto di energia e del rischio black out che ci accomuna a molti ma non consuma degli utenti sempre più affamati di un’energia più conveniente e sicura. Quest’anno poi con la liberalizzazione diventa ancora più duro il mercato per Enel. Conti ha un 2007 duro davanti a sé